Case Di Riposo: ai Limiti della Tortura

In questi giorni sono balzati sulle cronache di tutti i giornali gli audio shock della casa di riposo nel catanese: in particolar modo si tratta di una breve registrazione che fa rabbrividire, durante la quale si rimprovera un anziano per il solo fatto d’aver espletato i suoi bisogni.

Completamente nudi, lasciati a terra assieme ai loro escrementi, incastrati tra le sbarre di protezione del letto, abbandonati a se stessi con dolorose ferite. Derisi e offesi. Nella casa di riposo Villa San Camillo di Aci Sant’Antonio, nel Catanese, gli anziani erano trattati in questo modo. Un inferno di urla e violenza nella struttura ridotta a lager. C’è una foto in cui è evidente una piaga da decubito in una paziente ultrasettantenne, non adeguatamente curata e notevolmente peggiorata nel tempo. Precarie le condizioni igienico-sanitarie della struttura: avvistati dei topi e gli anziani (30 a fronte di una capienza massima di 24) hanno contratto la scabbia.

Solo alcuni dei particolari raccapriccianti svelati da un’inchiesta della magistratura e dei carabinieri. Il gip ha così disposto il divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale, della durata di dodici mesi, nei confronti dell’amministratore della struttura, e il divieto temporaneo di esercitare la professione nelle case di riposo e strutture di assistenza per anziani, per nove mesi, nei confronti di tre dipendenti. Le ‘assistenti’ – vere e proprie donne frustrate e sadiche, degne di essere appese lungo le strade, ai ‘pali del telegrafo’, come monito per chi solo dovesse osare ripetere tali azioni – si rivolgevano con urla disumane ai pazienti per il solo fatto di ‘dover lavorare’ , di essere chiamate a fare ciò per cui sono pagate, cioè assistere gli anziani. Le parole indifese degli anziani, di fronte alla violenza verbale (e fisica!) di quelle assistenti non possono che suscitare un sentimento di estrema indignazione: possiamo dirlo a gran voce: le case di riposo, la maggior parte delle volte (e non la minor parte!), trattano gli ospiti come animali, come bestie che, per giunta, si pretende diano il meno fastidio possibile!

La badante è dunque la scelta più razionale, forse in alcuni casi meno economica, ma sicuramente la migliore: avere sotto occhio la persona h24, sapere cosa fa, come si muove, dove va: anche nella peggiore delle ipotesi nei casi in cui una badante solo provi a comportarsi in questo modo disumano, verrà immediatamente cacciata via e sanzionata. Tuttavia noi di AES DOMICILIO prestiamo assoluta attenzione nell’individuazione della badante, e qualora la stessa abbia lavorato per noi presso numerose famiglie, abbiamo uno storico delle esperienze pregresse ed anche del gradimento, dei difetti, e delle qualità che la badante ha saputo prestare durante i suoi servizi. La scelta di una ‘badante convivente’ o di una ‘badante ad ore’, in un modo o nell’altro, non permette che accadano cose di tal genere: la nostra più grande preoccupazione è che le persone assistite abbiano una serenità, e che la badante sappia svolgere i compiti richiesti (e stipulati previamente mediante contratto).

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