Domande risposte sportello badanti

AES Domicilio – Le nostre risposte alle Vostre domande sulle badanti

AES DOMICILIO “AESCOLTA”: IL NOSTRO SPORTELLO BADANTI
(LE NOSTRE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE DI DICEMBRE)

AES DOMICILIO non è solo una cooperativa socio assistenziale, tesa a “trovare” badanti all’occorrenza, ma è anche, e soprattutto, una organizzazione a cui affidarsi, e di cui fidarsi. L’opinione delle famiglie, delle badanti, dei badati è per noi di primaria importanza, ecco perché abbiamo deciso di raccogliere e selezionare, attraverso un sondaggio a campione, alcune delle vostre domande più frequenti, ed abbiamo cercato di offrire una sintetica ma efficace risposta, proprio tramite questo “SPORTELLO D’AESCOLTO”: le vostre domande, le nostre risposte.

1) Ciao AES, mia mamma è assistita da una “badante convivente”, tuttavia non so come regolarmi con le ore di permesso, cioè non so quante ore le spettano, se dirle di sì oppure di no. Insomma: dei chiarimenti in proposito perché sto in palla! Grazie e un bacio!

AES: Ciao, e prima di tutto ricambio con affetto il tuo bacio. Dunque, ciò che chiedi non è materia facile, ma proverò a dare una risposta esaustiva. Di regola la badante non può uscire la sera, a meno che le venga accordato il permesso dal datore di lavoro o da chi segue i rapporti tra badante e assistito. La badante ha due ore libere al giorno che interrompono il lavoro di 10 ore del suo turno. La sera è chiaro che deve garantire la sua presenza perché altrimenti non sarebbe più una badante convivente che in quanto tale vive con l’anziano prendendo l’impegno di garantire la propria presenza pur non lavorando nelle ore di non lavoro. Essa dunque lavora nel tempo previsto dal contratto di lavoro della badante convivente  che ha concordato e concluso col proprio datore di lavoro ed in più avrà a disposizione due ore al giorno per uscire oltre una mezza giornata nell’arco della settimana. In aggiunta non dimentichiamo la giornata di riposo della domenica o altri in base alle esigenze religiose richieste dalla badante h24. La convivenza è un servizio che ha lo scopo di favorire il vostro caro perché non resti solo nei momenti in cui siete impossibilitati ad assisterlo perché lavorate, o perché richiede particolari esigenze di cura. Dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione in merito all’obbligo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive le novità sul lavoro badanti 2018 non riguardano solamente l’aggiornamento delle tabelle delle retribuzioni ma sono fortemente connesse anche alle ripercussioni di questa sentenza. In particolare la Corte di Cassazione estendendo tale diritto anche in questo ambito produce la conseguenza più evidente di richiedere due persone per coprire il turno di giorno e di notte. (Per questo si spiega lo stipendio più alto.)

2) Ciao AES, sono della Lombardia e sono una signora di 75 anni, e mi segue una badante, ed ho sentito in tv di un “bonus badanti” in Lombardia come funziona?

AES: Cara Signora, grazie per essersi rivolta a noi. Dunque, il “bonus badanti” in Lombardia, è un’agevolazione che entrerà in vigore nel 2019, e consiste, data la sempre maggiore necessità di badanti a causa dell’avanzare dell’età degli italiani, in un bonus economico. E’ un’agevolazione per le famiglie che necessitano di aiuto in casa per assistenza agli anziani. Si tratta di un bonus famiglia a fondo perduto pari a tre milioni. Il bonus è riservato a: 2,1 milioni per i datori di lavoro dell’assistente familiare, componenti di famiglie vulnerabili, cioè con persone fragili, non obbligatoriamente conviventi, che abbiano: ISEE uguale o inferiore a 25.000 euro; contratto di assunzione dell’assistente familiare; residenza in Lombardia da almeno 5 anni. Le domande dovranno essere presentate allo sportello mediante il sistema regionale bandi online, ex SIAGE. Il bonus badanti alle famiglie sarà riconosciuto in un’unica soluzione, subito dopo la presentazione dei documenti comprovanti l’effettivo sostenimento del costo e dopo il superamento della verifica dei requisiti previsti. Agli ambiti territoriali dei comuni il contributo sarà invece assegnato in due rate (anticipo e saldo). Ottanta euro sembrano pochi su uno spettro così ampio di spese, ma moltiplicati per 12 mesi, si raggiungerà comunque una somma tale da ricoprire, quasi, una intera mensilità di pagamento.

3) “Ciao AES, la badante che assiste mio padre stamattina mi ha chiesto di spostare la propria residenza presso casa nostra. Le ho detto di no! Ho sbagliato? Grazie.”

AES: Ciao! Purtroppo è poco quello che mi hai detto per risponderti in modo adeguato e completo; infatti occorrerebbe sapere se la badante di cui parli sia una “badante convivente” oppure no. Nel caso in cui lo sia – beh – ti direi che sì, hai sbagliato. E poi mi servirebbe sapere se tu sei il datore di lavoro della badante, oppure tu ti sia affidato ad un’agenzia. Nel caso in cui una badante convivente chiede di avere la residenza presso l’abitazione dove lavora, è necessario, anzi si tratta di un vero e proprio obbligo, concederla. Il regolamento anagrafico, Dpr 223/1989, dichiara  che ai fini dell’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente sia necessaria la manifestazione di volontà del soggetto, cui deve accompagnarsi il verificarsi di un determinato stato di fatto, costituito dall’effettiva dimora abituale nel Comune. La residenza dunque non è “concessa” dal proprietario  dell’immobile , ma deve essere riconosciuta obbligatoriamente dal datore di lavoro. La Legge 1228/1954, prevede un vero e proprio obbligo, oltretutto sanzionato per  il datore di lavoro nel caso in cui non rispettasse suddetto onere. Tale concessione della residenza all’assistente familiare convivente è un vero e proprio dovere del datore di lavoro che permane al permanere di due condizioni: la manifestazione di volontà del soggetto dichiarante e la effettiva dimora abituale

4) “Ciao! Aes Domicilio, avrei intenzione di assumere una badante notturna; mi sapresti dare delle delucidazioni in merito? Grazie!”

AES: Ciao! Cerco di risponderti, ma quello che mi chiedi è anche troppo generico. La badante “notturna” il nuovo CCNL ne descrive il ruolo come parzialmente differente. Quando si assume una badante notturna è innanzitutto necessario determinare quali mansioni sarà portata a svolgere rimanendo a disposizione dell’assistito in una fascia oraria che si inserisce tra le ore 21.00 e le ore 8.00. In questo caso la badante condominiale può essere una soluzione. Il datore di lavoro è, in questo caso, tenuto a fornire il necessario per garantire alla badante notturna il riposo notturno. Ovviamente, una badante che presta assistenza notturna sarà in possesso di altre competenze. Si tratta di tutte quelle capacità e conoscenze professionali tali da garantire il massimo benessere dell’anziano. Personalmente mi affiderei ad un’agenzia, in quanto il ruolo di badante di notte non è facile da sostenere da chiunque si presenti come “badante”.

5) (Questa domanda abbiamo deciso di riportarla, proprio per mostrare come, a volte, i giudizi siano del tutto arbitrarii, e dettati dall’ignoranza) Ciao AES, ma è vero che le badanti straniere sono più scarse e quindi costano di meno rispetto alle badanti italiane? Ciao!

AES: Ciao. Gentile Signore/a la sua domanda è totalmente priva di ogni senso logico. L’etnia di una badante non stabilisce nulla; e sebbene io abbia capito che la sua è una domanda provocatoria, risponderò, invece, in modo tale che questo messaggio che sto per dirle, attraverso la sua “scema” risposta, possa giungere ad altri: facciamo degli esempi: si presenta una badante italianissima, giovane, servizievole, ma che non ha mai avuto a che fare né con anziani, né con pazienti affetti da Alzheimer o Parkinson, né ha alcun titolo infermieristico: comprende benissimo l’italiano e si candiderebbe a “nipotina perfetta”; poi si presenta una badante ungherese, di mezza età, che ha già fatto questo mestiere, che ha avuto a che fare con anziani e pazienti, ha un titolo infermieristico ma non parla benissimo l’italiano sebbene viva in Italia da 20 anni. Secondo il nostro giudizio è più auspicabile “arruolare” la seconda – che certamente dovrà presentare i titoli che professa, e dovrà rispondere alle domande mirate circa il modo di intervenire in caso di Alzheimer o Parkinson (badante per Alzheimer o Parkinson)– poiché non basta candidarsi come “nipotina perfetta” – la badante sebbene investa anche un ruolo affettivo non deve essere una “nipotina” ma un supporto professionale alla vita del paziente.

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