Assunzione badante problemi

Assunzione di una badante: gli errori più frequenti da non fare con la badante

Uno degli errori piu frequenti consiste nel ricercare quella che costi di meno o che si adatti facilmente a ciò che le vogliamo dare. Non si chiarisce mai cosa comprenda quel “tutto” di cui parliamo, cioè le ferie, i permessi, il trattamento di fine rapporto, la tredicesima. Non è facile fare la busta paga, così come non è semplice la gestione del rapporto domestico.

INDICE:

I fattori da considerare nell’assunzione di una badante

Altro errore frequente è quello delle ferie, ovvero la mancata chiarezza su quante ferie può avere. Può addurre ragioni legate alla salute dei suoi cari che magari sono lontani e devono partire immediatamente?
Quando ciò accade la badante licenziata subito dopo rivendica tutto ciò che non era in busta paga e anche di più!!!

Inoltre, quando la domestica deve alloggiare in casa del datore di lavoro si rischia il pericolo che faccia feste, ritrovi, incontri se non si regolamenta bene anche questo aspetto della regolarità.

Altro errore frequentissimo è sulle mansioni: molto spesso non è solo badante del nonno, ma svolge anche altri compiti complementari come spesa o preparazione delle pietanze.
Altro errore riguarda i contributi, perché se la badante è convivente l’orario di lavoro da considerare sarà pari a 54 ore settimanali e i contributi saranno calcolati su tali ore. I furbi, invece, dichiareranno un orario inferiore, in modo da pagarne meno. Altri furbetti, invece, presteranno ed utilizzeranno la propria colf per lavori extra per esempio nel condominio, per fare pulizie, o nelle zone. Niente di più sbagliato!!
Essa verrebbe considerata in nero!!
Occhio alle regole, dunque, non serve aggirarle per risparmiare!

Assunzione della badante: ecco un elenco degli errori più frequenti! Gli errori da non fare con la badante!

a) #cercare badanti mettendo annunci su internet:

Le nuove tecnologie ti danno la sensazione di avere tutto a portata di mano. La prima cosa che potresti pensare è di mettere un annuncio su internet. Potrebbe sembrarti l’opzione più rapida ed economica. Tuttavia, le conseguenze possono essere disastrose:

  • potresti ricevere moltissime risposte, che intaseranno la tua casella mail. Curricula che non sempre sei in grado di valutare in autonomia. Chi ti assicura che quanto indicato sia vero? Chi sono queste persone? Puoi fidarti? Peggio ancora, se nell’annuncio hai messo anche il tuo numero di cellulare. Potresti ricevere centinaia di telefonate. Un delirio.
  • dovresti dedicare molto tempo a colloqui con persone sconosciute e non sempre potrai verificare le loro reali esperienze precedenti. Senza considerare che dovrai anche far entrare in casa tua dei perfetti estranei. Cercare badanti in questo modo è pericoloso e richiede uno sforzo enorme, con risultati spesso non adeguati alle tue necessità.

b) #evita gli annunci privati su internet

Rispondere ad annunci di badanti in cerca di lavoro su internet potrebbe sembrarti una buona idea. È facile e immediato, giusto? Ma stiamo parlando della persona che dovrebbe occuparsi con cura e professionalità dei tuoi genitori.

Siamo sicuri che la badante sia davvero esperta?
Ha messo lei l’annuncio, oppure ha pagato qualcuno per farlo, poiché non conosce ancora bene l’italiano? E se fosse una truffa, per riuscire a entrare a casa tua?

I servizi online sono utili, ma prima devi accertarti che stai consultando quelli realmente affidabili. Durante il processo di assunzione, devi poter ottenere più informazioni possibili sulla potenziale badante che potrebbe prendersi cura dei tuoi cari. Devi sapere quali servizi può garantire, quale formazione ha ricevuto e perché le sue esperienze precedenti la rendono adatta ad aiutare i tuoi genitori.

Cercare badanti tramite annunci privati può sembrarti economico, ma è più difficile e rischioso. Meglio optare per un’agenzia professionale. Puoi raccogliere informazioni facilmente e fare una scelta ponderata. Puoi beneficiare del supporto e dei consigli di esperti e psicologi, che ti accompagnano in questa esperienza complessa.

c) #non coinvolgere la persona che ha bisogno della badante

Un altro grosso errore, che è facile commettere quando ti metti a cercare badanti, e quello di non coinvolgere le persone che ne hanno bisogno.

È vero, sono anziani e possono avere patologie che gli rendono difficile essere lucidi e presenti.
Tuttavia, se assumi una badante per aiutarti ad alleviare il peso di un’assistenza continua, o parziale, coinvolgi anche l’assistito. Chiedi ai tuoi genitori come si sentono con la badante e non trascurare il loro stato emotivo.

Presta attenzione all’aiuto che stanno ricevendo e assicurati che siano assistiti con la stessa cura che anche tu gli dedicheresti. Questo è il modo migliore per essere certi che la badante sia affidabile e che il tuo genitore sia accudito e si senta felice.

d) #scegliere di affidarti solo al passaparola

Quando hai fretta e vuoi trovare una soluzione rapida, chiedere a un amico, alla parrocchia o un altro famigliare se conoscono una badante, può sembrare un’idea efficace.

Purtroppo, anche se ricevi segnalazioni di badanti competenti e affidabili, con cui un altro anziano si è trovato benissimo, non è detto che la situazione si ripeta. Le persone non sono tutte uguali: il tuo genitore potrebbe non accettarla e manifestare situazioni di disagio o sconforto. Il passaparola non sai mai da dove arrivi. Chi è questa persona considerata una “brava badante” dall’amica, dell’amico, del cugino di un tuo parente? In pratica, è una sconosciuta. Potrebbe non garantirti le competenze necessarie per accudire una persona anziana e/o malata.

e) #errore delle ferie

Questo è l’errore più diffuso, ovvero la mancata chiarezza su quante ferie può fare la colf badante quando, ad esempio, torna in patria dai famigliari.

Sostanzialmente: la lavoratrice parte e poi ritorna quando vuole, senza rispettare i patti convenuti?
Magari adducendo ragioni legate alla salute dei propri cari, alla propria abitazione o ai mezzi di trasporto?

Quando succede ciò e la lavoratrice ritorna si verifica di solito questa situazione: con gli animi belli caldi…… la licenziamo! ….perché abbiamo assunto in sostituzione un’altra lavoratrice. E quindi, senza battere ciglio, la colf o badante licenziata rivendica il TUTTO (di cui sopra) che non avevamo messo in busta paga e anche di più: straordinari, festivi, mancati riposi!

f) #errore dell’alloggio

Quando la domestica, sia colf o badante, deve per la natura della prestazione alloggiare in casa del datore di lavoro meglio regolamentare bene l’aspetto di tale ospitalità.  Si corre il pericolo che nella stanza o negli ambienti che le concediamo,  faccia feste, partite di carte e ritrovi, incontri, che non vogliamo.

g) #errore delle mansioni

Specifichiamo bene le mansioni e i compiti che affidiamo alla lavoratrice.
Non solo che fa la badante del nonno ma che magari svolge altri compiti complementari come la spesa o la preparazione di pietanze per i nipoti.

h) #errore dell’orario di lavoro

L’ammontare dei contributi da versare all’inps e dipende fortemente dall’orario di lavoro praticato dalla lavoratrice.

Così, se ci troviamo di fronte ad una badante convivente a tempo pieno, l’orario di lavoro da considerare sarà pari a 54 ore settimanali e i contributi saranno calcolati su tali ore. Quindi, i furbetti cercheranno di dichiarare un orario inferiore per pagare meno contributi (classico e scolastico caso dei contratti pari a 25 ore settimanali che mascherano rapporti a tempo pieno o a più ore).

Ma questo errore può costare molto caro. Infatti rappresenta per la vostra domestica un punto su cui può fare leva in maniera incredibile per RICATTARVI (differenze retributive, risparmio di costo, etc).

Cosa succede se non si comunica l’assunzione all’Inps?

Se il datore di lavoro omette o ritarda la comunicazione obbligatoria all’Inps, deve pagare una sanzione amministrativa alla Direzione Provinciale del Lavoro che va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore di cui non si è comunicata l’assunzione. Questa sanzione amministrativa può essere cumulata con la sanzione prevista per la mancata iscrizione all’Inps e/o alla sanzione civile prevista per l’omesso pagamento dei contributi. Infatti, se il datore di lavoro non invia la comunicazione obbligatoria di assunzione all’Inps, il lavoratore non viene iscritto all’Inps, che ne gestisce la posizione assicurativa.

Cosa succede se non si pagano i contributi?

Per effetto dell’introduzione dell’art. 4 della L. 183/2010 (che ha annullato le sanzioni previste dalla L. 73/2002), in vigore dal 24 novembre 2010, non si applicano più maggiorazioni in caso di “lavoro nero” che interessa lavoratori domestici.

Cosa succede se si pagano i contributi in ritardo?

Se il datore di lavoro, spontaneamente ed entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento, versa in ritardo i contributi, è prevista una pecuniaria da parte dell’Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo, per un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Se questo termine non viene rispettato, si ricade nel caso dell’evasione contributiva, sanzionata con un’aliquota del 30% in base annua sull’importo evaso nel trimestre.

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