Tasse badanti

Tassa sulle badanti: vediamo meglio

AES DOMICILIO è sempre molto attenta a rilevare le modifiche e le nuove introduzioni nell’ambito dell’assistenza domiciliare in particolare quella riguardante gli anziani; chi ha avuto più dimestichezza in questo campo parte con un vantaggio, in quanto la burocrazia italiana è sempre più pressante in quest’ambito che è sempre più necessario e non secondario.

Ciò di cui parleremo – sia ben chiaro – è solo una cosiddetta “ipotesi fiscale”.

 

Una nuova tassa sulle badanti?

 

Presto chi assume colf o badanti potrebbe dover pagare una tassa. E’ l’ipotesi che circola nelle ultime che fa riferimento all’iniziativa fiscale inserita nella manovra e anticipata dalla “Nota di aggiornamento” che precede la Legge di bilancio. Ma cosa significa? I datori di lavoro domestico, cioè coloro che assumono colf e badanti (ma anche giardinieri, governanti, babysitter…) per esigenze personali e familiari, ad oggi non sono sostituti d’imposta, al contrario di quanto avviene per la generalità dei datori di lavoro. In altre parole, spiega il sito La Legge per tutti, chi assume una colf o una badante non è obbligato a trattenere le imposte a carico della collaboratrice in busta paga, ma è quest’ultima a dover pagare le imposte eventualmente dovute con la dichiarazione dei redditi (cioè alla presentazione del modello 730 o redditi).

In base a quanto emerso dalla Nadef (la nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza), tuttavia, presto questa situazione potrebbe cambiare e una nuova legge potrebbe infatti disporre a breve che anche i datori di lavoro domestico diventino sostituti d’imposta, quindi siano obbligati a trattenere le tasse dovute dai collaboratori domestici ed a riversarle allo Stato. Per ora non c’è nulla di certo, al punto che altre ipotesi che circolano vanno esattamente nel senso opposto: per non complicare la vita alle famiglie trasformandole in sostituti d’imposta, riporta il Sole 24 Ore, l’idea allo studio potrebbe prevedere l’applicazione della ritenuta in coincidenza con il versamento trimestrale dei contributi previdenziali. In quell’occasione il lavoratore si vedrà trattenere dallo stipendio mensile le ritenute che saranno versate dal datore di lavoro o direttamente con il bollettino Inps o con un altro meccanismo semplificato di versamento.

Sempre La Legge per tutti puntualizza, inoltre, per i datori di lavoro domestico non si tratterebbe di una tassa in più, in quanto le imposte sarebbero riversate allo Stato a seguito della corrispondente trattenuta nella busta paga della colf, o della badante. Tuttavia, il dover elaborare una busta paga comprensiva anche del calcolo delle imposte dovute, e il dover elaborare un modello F24 mensilmente, effettuandone il pagamento con la stessa periodicità mensile, costituirebbe senz’altro un aggravio per i datori di lavoro privati e per le famiglie in genere.

 

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