Licenziamento badante il preavviso

Licenziamento badante, l’importanza del preavviso

Licenziare una badante comporta diversi grattacapi, e soprattutto comporta una notevole responsabilità, che va ad investire non solo il piano burocratico, contrattuale, aziendale, ma anche il piano emotivo. Fortunatamente il mestiere della badante è molto ricercato, ed a meno che una badante non sia stata licenziata per motivi particolarmente gravi, come il maltrattamento dell’anziano, è subitanea una ripresa del lavoro.

Uno dei momenti capitali nel licenziamento della badante è il “preavviso”, è infatti uno dei cardini fondamentali del licenziamento in genere, e nel campo dei lavori domestici è altrettanto importante, in quanto è proprio il preavviso a garantire alla badante una possibile ripresa immediata. Poiché durante il periodo di preavviso che intercorre vi tutto il tempo di ricercare dell’altro e di organizzarsi anche burocraticamente per la richiesta di alcuni diritti.

Il preavviso nel licenziamento della badante: dettagli

Ma vediamo in dettaglio in che cosa consiste tale preavviso: i termini di preavviso di licenziamento sono fissati dal contratto collettivo nazionale applicato al rapporto di lavoro.

Nel caso delle colf e delle badanti, il contratto collettivo maggiormente rappresentativo del settore prevede che il rapporto di lavoro può essere risolto da ciascuna delle parti con l’osservanza dei seguenti termini di preavviso: per i rapporti non inferiori a 25 ore settimanali:

  1. fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
  2. oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario. I suddetti termini saranno ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

Per i rapporti inferiori alle 25 ore settimanali:

  1. fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
  2. oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.

Si consideri che, per scoraggiare licenziamenti intimati poco dopo l’assunzione, il contratto collettivo prevede che i predetti termini di preavviso saranno raddoppiati nell’eventualità in cui il datore di lavoro intimi il licenziamento prima del trentunesimo giorno successivo al termine del congedo per maternità.

Il contratto collettivo prevede una quantificazione a sé stante dei termini di preavviso per i dipendenti a cui sia assegnata una casa. In particolare, per i portieri privati, custodi di villa ed altri dipendenti che usufruiscono con la famiglia di alloggio indipendente di proprietà del datore di lavoro, e/o messo a disposizione dal medesimo, il preavviso è di:

1) 30 giorni di calendario, sino ad un anno di anzianità;

2) 60 giorni di calendario per anzianità superiore.

Alla scadenza del preavviso, l’alloggio dovrà essere rilasciato, libero da persone e da cose non di proprietà del datore di lavoro.

Alle colf e badanti non si applica nemmeno la norma di legge che impone al datore di lavoro di comunicare il licenziamento per iscritto. In ogni caso, il contratto collettivo prevede che, nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato mediante intimazione del licenziamento, il datore di lavoro, su richiesta scritta del lavoratore, sarà tenuto a fornire una dichiarazione scritta che attesti l’avvenuto licenziamento.

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