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Badanti selezionate: quanto è importante la selezione di una badante

Uno dei momenti fondamentali della formazione di un operatore, all’interno di una cooperativa socio assistenziale, è quello di insegnare a scegliere una badante secondo dei determinati criteri di selezione, che vanno ad investire non soltanto il saper riconoscere se una persone sia adatta a badare ad un certo tipo di malattia o meno che affligge il paziente (ad esempio la badante per malati di Alzheimer o la badante per Parkinson), ma anche ad intuire se una persona abbia realmente cognizione di ciò che andrà a fare.

Non tutte le persone che si professano badanti poi lo sono realmente, e spetta agli operatori individuare quanto la persona che si ha davanti stia dicendo la verità.

Uno dei casi tipo è quello in cui una persona si presenta dicendo d’aver svolto il mestiere di badante da anni, che dunque abbia esperienza nel settore, ma senza portare alcuna prova concreta: in fondo nulla si sa né si può sapere se questa persona abbia realmente esperienza: come riuscire ad individuare le capacità?

Il colloquio iniziale con la badante

Innanzitutto facendo delle domande mirate, non tanto per indagare la famiglia presso cui la persona abbia prestato servizio, ma per scoprire che tipo di servizio abbia svolto. Dunque si domanda se abbia avuto a che fare con un anziano semplicemente non autosufficiente, oppure se abbia assistito un anziano affetto da Parkinson, o da Alzheimer, o da demenza senile, ed in questi casi come li gestisse.

In base alle risposte si evincerà subito se abbia confidenza o meno con il mestiere che professa fare.

Uno dei principi cardine di un’agenzia socio assistenziale (agenzia per badanti) è proprio quella di avere un archivio, ovvero uno storico delle prestazioni che una badante ha offerto, e la qualità che ha saputo dimostrare in base, anche, alle segnalazioni e al continuo contatto con la famiglia presso cui si  stabilita.

Badanti selezionate: conoscere le capacità della badante

Conoscere le capacità di una badante, dunque, i suoi punti deboli e le sue spiccate capacità, per un’agenzia è fondamentale, poiché si riesce, in tal modo, ad indirizzare immediatamente la badante verso il paziente che faccia al caso suo.

Cosa fare, dunque, in una situazione di dubbio, qualora una badante abbia risposto alle domande in modo vago tanto da far pensare che abbia le capacità ed allo stesso tempo che non le abbia? Testarla.
Questa  la vera prova del nove, la quale mostrerà sul campo quanto sia in gamba e quanto sappia fare ciò per cui è stata chiamata.

In più, bisogna sottolineare che anche le badanti professioniste, riconosciute, e dunque con uno storico delle prestazioni ottimo, può, a volte, essere rispedite poiché non adatta al ruolo da ricoprire. Ciò avviene non tanto per la mancata capacità della badante, quanto più per il fatto che non essendo una professione dove si ha solo “qualcosa da fare” – come in fabbrica – ma anche e soprattutto si ha “qualcosa da sentire”, è un mestiere emotivo e dunque soggetto a gusti del tutto arbitrari che a volte possono anche basarsi sul mero concetto della simpatia, oltre che della capacità.