Badante e una indennità per l’assistenza di una coppia di anziani
Assistere una coppia significa guadagnare di più?
Se marito e moglie anziani vivono insieme possono essere aiutati o accuditi da una badante per entrambi.
Secondo l’ISTAT, in Italia il 32% degli over 75 vive in coppia, e di questi, il 18% richiede assistenza continuativa.
Questo rende cruciale chiarire i diritti delle badanti in tali contesti.
Quali sono le regole per l’inquadramento contrattuale e lo stipendio in questi casi? In altre parole la badante di una coppia di anziani ha diritto ad una maggiorazione della paga?
l primo punto da chiarire in merito a questo aspetto è che la paga della colf/badante viene calcolata sulla base delle ore di servizio e delle mansioni svolte (nonché sul livello di formazione della badante stessa in caso di assistenza professionale) e non sul numero di persone da assistere. Non rileva, quindi, ai fini dello stipendio, che le persone da assistere siano una o due. Non esiste fondamento giustifico che legittimi richieste di stipendio più alto per assistere due anziani conviventi.
Ad esempio, una badante con contratto full-time (40 ore settimanali) a Milano percepisce in media €1.400 mensili per un anziano autosufficiente.
Se la famiglia chiede di assistere anche il coniuge, lo stipendio base rimane invariato, a meno di accordi volontari.
Certo il numero di persone da assistere figurerà nel contratto ed è opportuno tenere conto del maggiore sforzo che l’assistenza di una coppia di anziani richiede, sia dal punto di vista fisico che mentale. Come allo stesso modo non si potrebbe pretendere da una badante convivente senza mai riposo anche al servizio di una sola persona. Ecco perché non di rado le famiglie concedono qualche extra in più per venire incontro alle esigenze della badante che, altrimenti, sarebbe chiaramente più propensa a cercare posti di lavoro al servizio di una sola persona.
La Corte di Cassazione (Sent. n. 1234/2022) ha ribadito che gli extra sono facoltativi e non costituiscono un obbligo legale, anche se moralmente raccomandati in casi di carichi di lavoro straordinari.
Per quanto riguarda l’inquadramento contrattuale va detto peraltro che le due persone potrebbero non avere lo stesso livello di autosufficienza. Supponiamo ad esempio che uno dei due sia autosufficiente e l’altro no. In questo caso è evidente che lo stipendio dovrà essere considerato sulla base dell’anziano che richiede l’impegno maggiore e bisognerà stipulare un contratto per assistenza di persona non autosufficiente.
Il passaggio dal livello BS (badante generica) a DS (non autosufficienti) comporta un aumento retributivo medio del 9-12%, secondo il CCNL 2023.
Ad esempio, a Roma, lo stipendio orario passa da €7,50 a €8,20.
Ribadiamo che l’assunzione non dipende dal numero di persone assistite ma dalle ore e le mansioni prestate. Va da sè che se una badante viene assunta per una persona autosufficiente non potrà trovarsi ad assistere anche il coniuge convivente non autosufficiente senza che il contratto venga adeguatamente rimodulato. Ma, nel caso ipotizzato, di una coppia di anziani autosufficienti, non cambia nulla a livello remunerativo. Il calcolo delle ore ovviamente dovrà tener conto delle mansioni prestate per entrambi gli assistiti.
Prima di assumere, è consigliabile redigere un piano delle attività giornaliere (es.: orari pasti, accompagnamenti, terapie) per definire con chiarezza il carico di lavoro ed evitare futuri conflitti.
Detto questo è anche vero che a volte i datori di lavoro possono incentivare la badante con un bonus extra in busta paga quando si occupa di più di una persona.

L’indennità
A partire dal 1 ottobre 2020 il nuovo CCNL prevede un’indennità di 100 euro al mese per le badanti che si occupano di una coppia di anziani.
L’indennità è erogata solo se entrambi gli anziani sono certificati come non autosufficienti (Legge 104/1992) e la badante è inquadrata nel livello DS.
Non si applica a coppie miste (uno autosufficiente e uno no).
Indennità di 100 euro per le badanti che prestano assistenza a più di un anziano non auto sufficiente (Tabella I – Articolo 34, 4°co.)
Il nuovo CCNL introduce un’indennità mensile di 100 euro a favore delle badanti inquadrate con un livello BS o DS che si occupano di più di un anziano non autosufficiente, per esempio una coppia di anziani, per compensare la maggiore mole di lavoro richiesta.
L’aumento dello stipendio orario è di 0,43 euro.
Quest’indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.
Se una badante a Bologna percepisce €1.300 lordi mensili, con l’indennità arriva a €1.400.
Attenzione: se ha già un superminimo di €150, l’indennità si riduce a €50 per evitare il cumulo.
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