maltrattamento taciuto e badanti

Badante e maltrattamento taciuto

Badante e maltrattamento taciuto

Alcuni studi inglesi, d’ormai molti anni fa, approfondirono il rapporto strano che si instaura tra vittima e carnefice, e di come, molte volte, questo rapporto possa sfociare anche in un “amore sottomissivo”, ovvero: la vittima crede di amare il carnefice, poiché confonde l’amore con la sottomissione, cioè: l’obbedienza si configura come un dono esclusivo da offrire al carnefice, e come l’oggetto assoluto che il carnefice richiede per essere appagato. Ma questo sinistro meccanismo avviene solo in un secondo momento, il primo momento riguarda la “reificazione del soggetto”, cioè: l’uomo non viene più trattato come un uomo ma come un animale, e poi come un oggetto a cui è possibile fare tutto quello che si desidera fare.
Rendere un “oggetto” l’altra persona installa proprio nell’altra persona il desiderio di farsi fare dall’altra persona tutto ciò che l’altra persona desidera fare. Così il circolo vizioso è bello che iniziato.

Il maltrattamento nei confronti dell’anziano o degli anziani è così diffuso poiché si fonda sulla stessa paura su cui si fonda il rapporto vittima e carnefice, sull’esclusività: la vittima pensa che abbia al mondo solo il carnefice, che solo il suo carnefice le dia le attenzioni e che nessun altra persona sarebbe in grado di darle delle attenzioni, in pratica il carnefice, per la vittima, è il mondo.

Anche per un anziano la badante, soprattutto quando la famiglia dell’anziano, giustamente, non è in grado di visitarlo continuamente poiché inghiottita dagli impegni, e dal lavoro che troppo oggi ruba le vite degli uomini sino al midollo, per restituire un briciolo di dignità.
Si diceva: per un anziano la badante è il mondo, è, a volte, l’unico collegamento che resta nella vita di un anziano con tutto ciò che è fuori le mura dell’abitazione, e quindi con tutto ciò che non può vivere. Così si instaura un malato rapporto di interdipendenza in cui il paziente è costretto ad essere sottomesso alla badante poiché viene vista come unica fonte di considerazione.
E’ per questo che molte volte gli episodi definiti di maltrattamento vengono taciuti dagli stessi anziani che ne sono in cura, ed è per questo che le famiglie dovrebbero sorvegliare di più, non l’operato della badante ma, quanto più, ciò che viene prima, ovvero la vita dell’anziano prima del rientro della badante in casa. E’ importantissimo mantenere degli hobby attivi nella vita degli anziani, che gli permettano di creare e di avere sempre presente il mondo, anziché demandarlo nelle persone che gli restano in ultimo vicine.

Il maltrattamento è taciuto dalla stessa persona che lo subisce per paura di non trovare nessun altro che le stia vicino. E’ solo l’ennesimo dramma della solitudine.

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