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Il lavoratore domestico tra infortuni e licenziamenti

AES DOMICILIO ci tiene a sottolineare che tutti gli articoli compilati hanno un fine puramente ‘informativo’ o ‘esplicativo’ e non hanno alcuna pretesa di esaustività, né entrano nello specifico dei casi. Per questi motivi si invitano i lettori a verificare e comunque a rivolgersi, in ogni caso, agli organi competenti per avere maggiori informazioni e sottoporre le proprie esigenze ed i casi personali. Altresì garantiamo che tutte le informazioni sono desunte da fonti accreditate e per quanto possibile riportate fedelmente.

Cosa accade in caso di infortunio di un lavoratore domestico?

Le evenienze all’interno dell’ambito domestico sono innumerevoli: gli incidenti e le conseguenze giuridiche degli stessi sono fondamentali per comprendere come comportarsi in caso di infortunio di un lavoratore domestico: il datore di lavoro pagherà i primi 3 giorni di infortunio e, dal quarto giorno in poi, verrà corrisposta l’indennità dall’Inail.

Entro 48 ore dall’infortunio, il datore di lavoro dovrà denunciare l’accaduto all’Inail, per non avere sanzioni amministrative e il lavoratore domestico dovrà avvisare tempestivamente il datore di lavoro.

E se volesse licenziarlo? Anche il licenziamento non è una decisione così scontata, non può essere presa a cuor leggero, ma occorre seguire delle regole e delle procedure ben precise a partire dal periodo di preavviso: nel caso di licenziamento del datore di lavoro o nel caso di dimissioni del lavoratore, esso viene calcolato in base all’anzianità lavorativa della colf o della badante. In caso di licenziamento per i rapporti di lavoro superiori a 24 ore settimanali, spettano:

  • 15 giorni di calendario, per un’anzianità lavorativa fino a 5 anni;
  • 30 giorni di calendario, per anzianità oltre 5 anni.

Nel momento in cui si procede al licenziamento di rapporti pari o inferiori a 24 ore settimanali, il periodo di preavviso è pari ad:

  • 8 giorni di calendario, per un’anzianità lavorativa fino a 2 anni;
  • 15 giorni di calendario per anzianità oltre 2 anni.

Le badanti costano di piu

Quando il lavoratore vuole dimettersi, deve dare un preavviso per iscritto (non è necessaria la procedura online sul sito del Ministero del Lavoro) di:

  • 8 giorni di calendario per anzianità fino a 5 anni, per i rapporti di lavoro superiori a 24 ore settimanali.
  • 15 giorni di calendario per anzianità oltre 5 anni, per i rapporti di lavoro superiori a 24 ore settimanali.

In caso di dimissioni, per i rapporti pari o inferiori a 24 ore settimanali, il preavviso è di:

  • 8 giorni di calendario per un’anzianità lavorativa fino a 2 anni;
  • 15 giorni di calendario per anzianità oltre 2 anni.

Per i portieri privati, custodi di villa ed altri lavoratori con alloggio indipendente di proprietà del datore di lavoro, il preavviso è di:

  • 30 giorni di calendario fino ad un anno di anzianità;
  • 60 giorni di calendario per anzianità superiore ad un anno.

Quando la cessazione del rapporto di lavoro è dovuta per licenziamento per giusta causa o per decesso del datore di lavoro, al lavoratore spetta l’indennità di mancato preavviso pari alla durata del rapporto di lavoro ed alle ore settimanali previsti dal contratto.

Il datore di lavoro, dopo aver comunicato, con raccomandata (anche a mano) il licenziamento al lavoratore, deve comunicare la cessazione del rapporto di lavoro all’Inps. Nel dettaglio, la cessazione del rapporto di lavoro deve essere comunicata dal datore di lavoro all’Inps, attraverso i servizi telematici dell’Istituto (ai quali si può accedere con l’apposito codice Pin o con l’identità unica digitale Spid), servendosi del modello. COLD-VAR, entro 5 giorni dall’evento.

Queste sono solo alcune delle regole da seguire durante l’arco di un rapporto lavorativo di tal genere: conoscerle è un vero e proprio dovere per evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze nonché in evitabili sanzioni.

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