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Gli Scatti di anzianità di Colf e Badanti

Gli scatti di anzianità per i lavoratori domestici, colf e badanti, secondo il CCNL del lavoro domestico, spettano nella percentuale del 4 per cento della paga base.

Gli scatti di anzianità sono biennali, quindi spettano ogni due anni di lavoro presso lo stesso datore di lavoro. L’aumento spetta in misura percentuale, quindi dipende dall’importo del minimo stipendiale in base al livello di inquadramento.

Scatti di anzianità per badanti: Ma cosa prevede il CCNL?

A chiarire la maturazione e il diritto agli scatti di anzianità nel CCNL del lavoro domestico è l’art. 37 (ex art. 36) del contratto collettivo: gli scatti di anzianità nel contratto colf e badanti sono determinati in misura percentuale, quindi l’importo varia in base allo stipendio minimo o base del livello di inquadramento del lavoratore domestico. Ai lavoratori spettano 7 scatti biennali per l’anzianità di servizio maturata presso lo stesso datore di lavoro e l’importo dello scatto di anzianità varia quindi in base allo stipendio relativo al livello di inquadramento.

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L’art. 37 (ex art. 36) del CCNL lavoro domestico in materia di scatti di anzianità stabilisce, infatti, che: “A decorrere dal 22 maggio 1972 spetta al lavoratore, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro, un aumento del 4% sulla retribuzione minima contrattuale”. Inoltre, sempre all’art. 37 è previsto che “Il numero massimo degli scatti è fissato in 7”.
Precisiamo che nel CCNL lavoro domestico, a differenza di altri contratti collettivi, gli scatti di anzianità non sono stabiliti come importo fisso per i vari livelli, bensì fissati in percentuale al 4 per cento per tutti i livelli.

La differenza di importo tra un livello e l’altro sarà dato dal differente importo dello stipendio sul quale il 4 per cento va calcolato. La retribuzione minima contrattuale alla quale si riferisce l’art. 37 del contratto collettivo del lavoro domestico è quella indicata nell’art. 34 (ex art. 33) del CCNL che stabilisce che “La retribuzione del lavoratore è composta dalle seguenti voci: a) retribuzione minima contrattuale di cui all’art. 35 (ex art. 34), comprensiva per i livelli D e D super di uno specifico elemento denominata indennità di funzione; b) eventuali scatti di anzianità di cui all’art. 37 (ex art. 36); c) eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio; d) eventuale superminimo”.

Quindi, gli aumenti di stipendio, qualora fossero anche per merito e riconosciuti attraverso l’erogazione di un superminimo assorbibile o meno, non possono assorbire gli scatti di anzianità.
Quindi: se l’assunzione è iniziata il primo giorno del mese, il primo scatto di anzianità matura e deve essere concesso dopo 24 mesi esatti. Quindi, il dipendente assunto il 1° marzo 2020, completerà i 24 mesi di lavoro a fine febbraio del 2022 e quindi avrà il primo scatto di anzianità dal 1° marzo 2022.

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