Badante ed indennità sostitutiva
Prendersi cura di chi prima si è preso cura di noi, rispettando un impegno che la natura stessa ci ha affidato, è una situazione che tutti prima o poi ci troviamo a vivere.
Qualunque figlio farebbe di tutto per garantire la miglior salute ai propri cari e questo vale soprattutto durante le vacanze estive. Questo accade quando le città si svuotano e il caldo e l’afa mettono a rischio la salute delle persone in età avanzata. Durante l’estate è bene affiancare ad un anziano una badante convivente, che lo assiste anche quanto i figli sono al mare.
Tuttavia questo comporta dei sacrifici, ed a volte, comporta anche il fatto di non riuscire a godere di alcuni permessi e di alcuni privilegi – è possibili allora mutarli economicamente?
I contratti per badanti conviventi prevedono il pagamento di vitto e alloggio. Questi ultimi dovranno rispettare alcuni requisiti, in particolare:
• il vitto deve essere tale da assicurare una nutrizione sana e sufficiente;
• l’ alloggio idoneo a garantire integrità fisica e morale della lavoratrice e a salvaguardarne la dignità e la riservatezza.
In altre parole, quando per diversi motivi vitto e alloggio previsti dal contratto della badante convivente, non possono essere erogati in natura, si può corrispondere un’indennità sostitutiva.
I valori convenzionali di vitto e alloggio sono fissati nella tabella F del contratto collettivo e vengono rivalutati ogni anno. Per essere considerati adeguati a garantire i requisiti di cui sopra, gli importi dei vitto e alloggio previsti nell’indennità sostitutiva devono essere uguali o superiori a quanto previsto dalla tabella F.
Sembrerebbe tutto logico e facile ma guardando agli importi viene più di un dubbio.
L’indennità sostitutiva per la badante convivente
Vediamoli dunque: l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio per colf e badanti nel 2018 è pari a 5,53 euro al giorno così ripartiti:
• 1,93 euro per il pranzo;
• 1,93 euro per la cena;
• 1,67 euro per l’alloggio.
E’ evidente che sono importi molto bassi che non permetterebbero di mangiare o dormire fuori dalla casa in cui la badante lavora. Ma il punto è che nessun contratto impone al datore di lavoro domestico di rimborsare le spese effettive sostenute dalla badante.
In molti casi, come avviene per esempio in caso di ferie o malattia colf e badanti, le parti stabiliscono importi superiori a quelli della tabella e più idonei rispetto al costo della vita concreto.
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