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Alzheimer e la cura, aiuterà le badanti?

Molti degli anziani gestiti dalle badanti soffre di Alzheimer. Buone notizie quindi, perché negli Stati Uniti si va verso la commercializzazione di un farmaco sperimentale che sarebbe in grado di rallentare il declino cognitivo dei malati.

Si tratta di “Aducanumab”, un anticorpo specifico che agisce a contrasto della proteina ‘beta-amiloide”, alla base della demenza tipica dell’Alzheimer.

Nella nota della Biogen si spiegano i miglioramenti registrati nei malati che hanno utilizzato  ‘Aducanumab’ per testarne l’efficacia: memoria, orientamento e linguaggio sembrano migliorati.
Inoltre azioni quotidiane come i lavori domestici e gli spostamenti fuori casa in autonomia sono risultati più eseguibili in autonomia dai partecipanti al trial. Questi risultati, inoltre, dimostrerebbero quindi che agire proprio sui beta amiloidi sia la strada da seguire per contrastare la decadenza cognitiva, aprendo così anche allo sviluppo di altri composti per rallentare non solo Alzheimer ma anche altre patologie neurodegenerative.

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Quanto alle tempistiche, ora la palla passerà alla Food and Drug Administration che dovrà valutare efficacia e sicurezza del farmaco, con la possibilità di procedere per il mercato USA, si spera per il 2020, in un primo momento per i malati partecipanti al trial. L’azienda, inoltre, dichiara di programmare un dialogo con le autorità regolatrici anche nei mercati internazionali, inclusa Europa e Giappone.

Sicuramente questo aiuto sarà fondamentale anche per le badanti, perché assistere un anziano con una malattia così invalidante, il sostegno farmacologico può diventare fondamentale.