Badanti tornano Patria

Le Badanti Ritornano Nelle Loro Patrie Per Paura Del Coronavirus

La paura del Coronavirus non ha lasciato scampo nemmeno alle badanti conviventi. Anche loro, dovendo lavorare con persone anziane, e dunque fortemente soggette a contrarre questo virus hanno preferito ritornare nei loro paesi d’origine – il più delle volte paesi dell’Est. Leggi anche questo articolo sulle: nazionalità migliori badanti.

Questo richiamo in patria non ha lasciato scampo a nessuno, eppure in molti si sono trovati in una condizione di disagio. Pensiamo all’esodo avvenuto qualche tempo fa dal Nord al Sud, ed alle proteste che questo esodo ha suscitato proprio nei familiari presso cui si voleva tornare. Spostarsi è il primo sintomo di diffusione del virus, e questo non sappiamo francamente come venga accolto proprio nei paesi dell’Est presso cui tali badanti si sono decise ad andare.

Da una parte l’aumento delle cessazioni, ovvero delle interruzioni dei rapporti in essere: solo nella Capitale sono state circa il 12% in più rispetto ad una condizione di normalità. Si tratta per la maggior parte di dimissioni: per il 70% di colf e badanti che, spaventate dalla situazione, hanno preferito interrompere l’attività. Dall’altra parte abbiamo invece riscontrato un aumento del 30% delle assunzioni. Di queste un 10% sono sostituzioni di personale dimesso mentre nel restante 20% dei casi si tratta di nuovi rapporti di lavoro.

Per buona parte di questi ultimi si parla di regolarizzazioni: ad oggi, infatti, le nuove norme prevedono che il domestico-badante possa continuare a svolgere la propria attività ma, al pari di tutti gli altri cittadini che si muovono nelle città per comprovate esigenze di lavoro, è obbligato a certificare le generalità ed il domicilio del proprio datore. Da qui l’esigenza di regolarizzare i rapporti che fino ad oggi non erano in chiaro”.

La questione dell’abbandono degli assistiti pone inoltre sicuramente sul piatto due aspetti: uno civile e l’altro penale.

  • Le badanti inadempienti, tengono a sottolineare dalla Polizia di Stato, sarebbero infatti perseguibili sia dal punto di vista civile, in mancanza dei quindici giorni di preavviso come da contratto, che sul piano penale, in caso di abbandono di persona non autosufficiente. Spesso infatti si tratta di soggetti anziani dipendenti in tutto da terzi e non seguiti da parenti che, se ci sono, magari non sono in grado di prendersi cura del congiunto.

Certamente, noi, in quanto AES DOMICILIO assistenza anziani a domicilio stiamo cercando di assicurare a chiunque il nostro servizio, e lo stiamo assicurando nel miglior modo possibile, rendendoci disponibili, almeno telefonicamente, il maggior numero di ore. Ma questo sappiamo che non basta: c’è bisogno di una spinta etica che non può essere messa al bando, né sottoposta a leggi economiche: tutte le nostre azioni, oggi, determineranno il futuro di domani, a partire da uno spostamento in auto, ed a finire a cose molto più leggere come andare a buttare la spazzatura.

Stiamo a casa.

Sei alla ricerca di una badante in sostituzione ? Vuoi avere maggiori informazioni riguardo il costo di una badante?

AES DOMICILIO seleziona la badante che occorre alle vostre esigenze. Grazie al nostro team di screening il quale oltre che a vagliare le competenze della badante, cerca, immediatamente, di creare un profilo che possa soddisfare le esigenze.
AES Domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia (badante a Como, agenzia badanti Monza, badante Bergamo, Agenzia Badanti Milano, ecc.).

Siamo anche presenti in tutto il Nord Italia, attraverso i nostri uffici o i nostri partner in franchising ad esempio con i nostri uffici di Torino: Agenzia Badanti Torino e badanti Asti e Cuneo.