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Aes “Aescolta”: Le Vostre Domande E Le Nostre Risposte Di Luglio

Utente: Buongiorno AES sono una badante che purtroppo durante questo periodo ha subito un grave freno, ed ho cercato di inaugurare un nuovo modo di lavorare: lo smart working, tenendo a bada a distanza la persona che accudivo. Questa scelta è stata presa con molta freddezza. C’è qualche studio autorevole a riguardo?

AES: Gentile Utente possiamo certamente risponderti con ipotesi di futuro ma non certamente con “studi autorevoli” – che certamente si stanno conducendo adesso…
La cosa migliore sarebbe riuscire ad escogitare un metodo di smart-working anche per quelle categorie come colf, badanti, infermieri” – questa è la proposta che si sente avanzare da tempo, ma la cosa più importante è – ed è quella che viene trascurata maggiormente – che le badanti fanno da sempre smart-working!
Infatti per una badante la casa dove opera, pian piano, diventa la propria di casa – con le debite differenze – comincia ad identificarsi, ed a vedere la persona assistita come un proprio caro.

Si proroga in automatico per il mese di giugno l’indennizzo di 600 euro, previsto a marzo per una platea di quasi 5 milioni di autonomi: professionisti non iscritti agli ordini, Co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. Andrà anche a chi ha presentato domanda in un momento successivo: gli stagionali diversi dal settore turismo, i lavoratori occasionali e quelli intermittenti. A maggio l’indennizzo sale a mille euro, ma è soggetto ad alcune condizioni: è riconosciuto ai liberi professionisti titolari di partita Iva, non in pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Utente: Ciao AES, la mia badante ha dimenticato l’italiano! Lo so, è qualcosa di pazzesco ma è così. Rientrata dalla Romania dopo 3 mesi non è quasi più in grado di spiaccicare una sola parola in italiano! Non posso licenziarla, ma cosa posso fare?
Grazie mille!

AES: Noi non ci stupiamo, caro/cara Utente, è un fenomeno che abbiamo trattato e che purtroppo sta accadendo in molte famiglie. Certamente il licenziamento mi sembra un po’ drastico – a meno che la badante non abbia anche dimenticato a fare la badante. Lucia Salin, di Mediadream, la scena l’ha vista in diretta perché suo nonno la badante ce l’ha e mai che riescano a capirsi. «Siccome stiamo organizzando i corsi per assistenti famigliari – spiega la coordinatrice, che è di Guanzate -, ho pensato che fosse una buona cosa, e anzi necessaria, introdurre anche corsi di dialetto. Del resto molti anziani, parlano solo quello. E anche le badanti parlassero a menadito l’italiano, non si troverebbero lo stesso». Così è comparso l’annuncio per il Trovalavoro: «Corso di formazione in ambito linguistico. Corso di dialetto brianzolo utile per acquisire una conoscenza approfondita della cultura e della “lingua” popolare brianzola.

Utente: Buongiorno AES, io ho assunto una badante convivente per mia zia ultraottantenne, ma da qualche mese mi sta facendo delle richieste strane come uscire la sera: io per contratto potrei fare qualcosa per impedire ciò?

AES: Carissima/carissimo utente, ho ben presente la tua problematica e l’abbiamo trattata in modo sintetico ed introduttivo. Dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione in merito all’obbligo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive le novità sul lavoro badanti 2018 non riguardano solamente l’aggiornamento delle tabelle delle retribuzioni ma sono fortemente connesse anche alle ripercussioni di questa sentenza.
In particolare la Corte di Cassazione estendendo tale diritto anche in questo ambito produce la conseguenza più evidente di richiedere due persone per coprire il turno di giorno e di notte.
I casi presi in esame dalla Corte riguardano nello specifico quegli enti che stabiliscono che le lavoratrici e i lavoratori abbiano diritto a un riposo giornaliero di undici ore ogni ventiquattro ore, senza prevedere che le ore di riposo debbano essere consecutive, lasciando in tal modo intendere che la volontà delle parti contraenti sia quella di derogare al dettato normativo generale, al fine di introdurre una disciplina più rispondente alla realtà.  Ma i giudici fanno appello al decreto legislativo 66 del 2003 che prevede per tutti i lavoratori il diritto alla “fruibilità in modo consecutivo” delle undici ore di riposo minimo giornaliero, “fatte salve le attività caratterizzate da periodo di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità”.

Utente: Ho letto che, avendo io assunto due badanti per mia madre, che posso andare incontro ad una riduzione delle tasse, sapreste darmi delle delucidazioni in merito?

AES: Solo successivamente si calcolerà l’importo delle tasse da pagare, diminuito delle spese detraibili. Andiamo a spiegare come funzionano le detrazioni previste in riferimento ai collaboratori domestici. Sono deducibili dal reddito i contributi pagati dal datore di lavoro nell’anno fiscale precedente. L’importo massimo deducibile è fissato nella somma di 1.549,37 Euro annui. Per ottenere la deducibilità bisogna far riferimento alla circolare n.7/E del 27 aprile 2018.

Con questa comunicazione l’Agenzia delle Entrate indica la necessità di possedere le ricevute di pagamento complete dei dettagli relativi al contratto di lavoro.

I dettagli in questione devono comprendere, tra le varie cose, anche la retribuzione oraria effettiva.
Il datore di lavoro, quando andrà a compilare la dichiarazione dei redditi dovrà riportare nel Rigo E23 i contributi versati. Il datore di lavoro è l’unico soggetto autorizzato alla deduzione dei contributi assistenziali e previdenziali. Anche nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato da terzi o tramite un conto corrente non intestato al datore di lavoro.
Per usufruire della detrazione, il reddito del datore di lavoro non deve superare i 40.000 Euro e sarà necessario presentare il certificato medico indicante la condizione di non autosufficienza unitamente alle ricevute delle retribuzioni erogate.

Utente: Ciao AES sono una badante da pochi mesi, e sto andando incontro a un problema: non riesco a far addormentare la persona che sto badando. Consigli?!

AES: Gentile badante sicuramente la nostra risposta non sarà esaustiva, infatti ti invitiamo a consultarti con un ortopedico o con un medico curante, ma sicuramente possiamo dirti questo: Il mantenimento di una posizione scorretta, per più di due ore, può arrecare gravi complicazioni al corpo, si pensi quando questa posizione è assunta per otto o dieci ore che danni il nostro corpo subirà, e ciò è anche evidente. A tutti sarà capitato di svegliarsi una mattina “bloccati”, chi con la spalla, chi con l’anca, chi da un fianco, e tutto questo dolore è stato provocato dallo “stare fermi” in un letto, per giunta. Esattamente. Disastrosi sono gli effetti di una scorretta postura notturna sul corpo di un anziano, il quale corpo è di per sé inficiato dall’età, dalle malattie, dall’artrosi che tempesta gli arti, e dunque cosa fare in questi casi, ovvero: come prevenire? La badante deve essere in grado di conoscere quale posizione un anziano possa assumere durante la notte, e soprattutto quale posizione sia in accordo ed in armonia con la patologia che affligge l’anziano, poiché – e ciò non è da trascurare – ciò che sembrerebbe una posizione corretta per una persona normale ed in salute, magari, risulta deleteria e dannosa per una persona anziana ed affetta da una patologia che, magari, gli interessi la schiena o quant’altro.