sentenza definitiva

Sentenza Definitiva contro una Badante

Purtroppo succedono anche cose veramente brutte, in ogni caso a prescindere da che lavoro svolge la persona che tortura fino alla morte un’ altra persona.

In questo caso si tratta di una badante, colei che avrebbe dovuto accudire, proteggere, assistere una dolce nonna in Ostia ad essere la colpevole del delitto.

 

Condanna a 24 anni di reclusione per Lyubov Tkachuk la badante kazaka con cittadinanza ucraina accusata dell’omicidio di Maria Luisa Lombardi, la pensionata 81enne e invalida che assisteva e che in un pomeriggio di lucida follia aveva torturato per ore e senza un perché fino a causarle la morte, nel giugno 2020, dopo settimane di agonia.

A incastrare Lyubov Tkachuk, però, furono le immagini del sistema di video sorveglianza che registrarono tutte le violenze.

I giudici hanno condannato la badante per l’accusa di omicidio riconoscendo l’aggravante della crudeltà e assolvendola invece dall’imputazione di maltrattamenti per episodi di mesi prima.

Riconosciuta una provvisionale di centomila euro per ognuna delle parti civili.

 

Era il pomeriggio del 7 maggio del 2020. La sequenza è agghiacciante.

Alle 16.55 la badante trascina la signora giù dal letto afferrandola per i piedi, poi si ritira per un po’ nella sua stanza.

Alla fine, dopo avere riposizionato la donna nel suo letto, le sferra una ventina di gomitate al volto e al torace.

Alle 18.44 torna dall’anziana e stavolta la scaraventa a terra prendendola per la testa.

Subito dopo cambia le lenzuola, pulisce il pavimento, con uno strofinaccio tampona il viso della signora che perde sangue. 

Non soddisfatta le spruzza in faccia un prodotto per la pulizia, forse uno sgrassatore o forse Viakal. 

Ogni tanto sbatte ancora la testa dell’anziana sul pavimento, passa ancora lo straccio, controlla il battito cardiaco.

La pensionata morirà il 9 giugno in ospedale.

 

Al fine di verificare il corretto operato del personale medico, il pm aveva disposto anche una seconda perizia.

Nessun dubbio, però: a causare la morte “l’emorragia subdurale acuta e i politraumi contusivi fratturativi causati dalle reiterate percosse”.

Poche parole che avevano chiuso definitivamente il caso.

Ora la condanna della badante, che però, ha lasciato del malcontento.

 

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