La badante convivente e la notte

Il contratto per badante e badante convivente, nel caso specifico della badante convivente che quindi trascorre teoricamente con l’anziano anche le ore notturne, prevede in realtà un orario lavorativo settimanale di 54 ore, con un massimo di 10 ore giornaliere.

Quando  la persona assistita ha bisogno di una breve assistenza durante la notte la badante convivente la assisterà; la badante che lavora con un anziano o un disabile è chiamata anche a garantire la presenza notturna, perché il bisognoso di assistenza non può essere lasciato da solo nemmeno la notte.

Le famiglie che hanno a che fare con un parente in queste condizioni spesso hanno la necessità di una persona che resti in casa anche durante la notte. In tal caso è necessario assumere un collaboratore con gli appositi contratti notturni di presenza o assistenza, disciplinati dal Ccnl. In effetti il Ccnl di categoria ha un articolo in cui cita una particolare prestazione, la cosiddetta “prestazione di attesa notturna” che si riferisce proprio al “personale assunto esclusivamente per garantire la presenza notturna”. Una lavoratrice non può essere in servizio 24 ore su 24, perché lo stesso Ccnl prevede che al dipendente vengano concesse le 11 ore di riposo consecutive.

Il  problema di un anziano che necessita di presenza continuativa di una badante come può essere gestito, Aes Domicilio seleziona il personale in base alle richieste della famiglia. Occorre fare una distinzione tra presenza e assistenza.

Il Ccnl prevede una particolare fattispecie di contratto di lavoro notturno domestico, e Aes Domicilio prevede le soluzioni di badante notturna.

Una tipologia è l’assistenza notturna, quindi relativa a mansioni che diventano necessarie nel caso in cui l’assistito abbia bisogno di cure continue e quindi la badante debba rimanere sveglia tutta la notte. In questo caso la famiglia dell’anziano dovrebbe essere costretta ad assumere una seconda badante, dal momento che la badante convivente non può lavorare anche la notte.

Sempre notturna ma solo presenza è un’altra tipologia di necessità che alcuni anziani o alcune famiglie spesso hanno. Una situazione che si verifica quando l’anziano non ha bisogno di assistenza continua e la badante che dorme in stanza separata, presta assistenza raramente durante la notte.

Aes Domicilio durante la selezione comunica alle famiglie che solitamente l’impegno notturno non è uguale a quello diurno, e che le attività sono molto diverse. Per  esempio, durante la notte la badante non è tenuta a uscire di casa, non deve preparare pasti se non richiesto, non deve svolgere alcuna faccenda domestica né tantomeno di pulizia.

Fra le mansioni che può fare la badante durante la notte che assiste un anziano possono esservi l’aiuto ad alzarsi la notte in caso di dolori dovuti all’età, a periodi post-operatori o all’insonnia, la somministrazione di medicinali durante precise ore della notte, un’attenzione particolare per determinati soggetti. In generale, può accadere che la semplice presenza e compagnia notturna sia l’unica cosa richiesta da fare in queste situazioni.

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