La "sindrome" delle badanti

La “sindrome” delle badanti

Nel 2005 due psichiatri ucraini, Andriy Kiselyov e Anatoliy Faifrych, hanno coniato un nome, “sindrome italiana”, per identificare la depressione diffusa tra tante donne badanti tornate in patria dall’Italia.

Madri poco più che ventenni, piombate in case sconosciute a curare anziani malati, spesso in condizioni di isolamento, che al ritorno nel proprio Paese poi fanno fatica a reinserirsi in famiglia, a parlare con i figli perché si sentono invecchiate, come se avessero già dato tutto in Italia, come se avessero terminato le proprie risorse insieme all’anziano accudito.

La “sindrome italiana” è l’altra faccia della medaglia dell’assenza di servizi pubblici che porta le donne italiane che vogliono entrare nel mondo del lavoro a rivolgersi ad altre donne, più povere.

Secondo il Censis, la crescita della domanda di servizi di assistenza porterà il numero degli attuali collaboratori domestici a più di 2 milioni entro il 2030. E poi c’è la mancanza di comunicazione per i figli delle badanti che subiscono tale distacco, il non poter immaginare cosa fa la mamma nell’altro Paese, sentendosi abbandonati e tristi.

Pochi si accorgono del loro disagio, perché in Romania, soprattutto nelle zone rurali, la figura dell’assistente sociale
è assente, quindi occorre una maggiore informazione e occorre sensibilizzare a tali problematiche.

La situazione è ancora più grave in Moldavia: qui il numero dei suicidi tra i preadolescenti è altissimo, e il governo ha avviato una campagna di informazione e sostegno per le emigrate e le loro famiglie. Cosa che in Romania ancora non esiste. Non c’è prevenzione, spesso questi problemi vengono sottovalutati, ignorati.

Spesso pensiamo al nostro Paese, ma dimentichiamo di chiederci cosa c’è dall’altra parte, cosa provano i figli di queste lavoratrici, i sacrifici che si nascondono.

E’ per questo che vogliamo dar voce e attribuire dignità a questo mestiere ormai indispensabile, mettendo in luce le problematiche esistenti, favorendo lo scambio di informazioni e garantendo soprattutto comunicazione, affinché ogni dubbio, incertezza o problematica sia risolta in maniera simultanea e professionale.

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AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Agenzia badanti Monza e Brianza, Badante Como, Badante a Lecco, Bergamo, Badante Pavia.
Siamo anche presenti attraverso i nostri uffici o i nostri partner in franchising ad esempio in Friuli: Badanti Udine, Agenzia badanti Trieste e Gorizia, ed in molte altre province del Nord Italia.