Famiglia esigente trovare badante

La famiglia esigente: trovare una badante

Capita spesso che le famiglie che richiedono una badante, siano famiglie “esigenti”. Ma cosa si intende con questo termine? “Esigere” significa pretendere qualcosa col diritto di poterlo fare, e questo diritto è certamente supportato dalla spesa economica che viene a elargire la famiglia.

Ma basta, davvero, solo spendere i propri soldi per riuscire a pretendere quello che si vuole, come lo si vuole, e quando lo si vuole?

Teoricamente sì: è nell’interesse dell’agenzia socio assistenziale riuscire a fare ciò (a trovare la badante giusta), cioè riuscire a soddisfare al meglio il proprio cliente, anche perché ne va dell’interesse salutare dell’anziano, la persona interessata più di tutti ad una corretta convivenza con quella che dovrà essere il suo supporto per condurre una vita che sia dignitosamente normale. Tuttavia, l’esigenza della famiglia risulta troppo spesso essere preponderante nel rapporto e nel “contratto” di fiducia tra sé e la badante, con la capacità di poter liquidare chiunque, a patto che possa assoldarne un’altra quando vuole.

Questo meccanismo economico, sebbene sia il motore fondante della relazione tra badante e badato, non va inteso come “dovrebbe”, ovvero, non fa inteso letteralmente e spudoratamente materialistico: i soldi, i pagamenti, le disponibilità economiche, devono essere sempre temperate da un clima di reciproca tolleranza. Le badanti sono persone umane con i loro difetti, i loro malumori, le loro inefficienze, i loro tempi: anche se il paziente avesse bisogno di una badante svelta, allegra, capace, comunque dovrà rassegnarsi ad un periodo necessariamente di “prova”, attraverso il quale prendere confidenza e riuscire ad esprimersi liberamente.

Nessuna badante è buona la prima settimana

E se anche sembri buona, nessuno deve dire con leggerezza che una badante “sia” buona dopo averci avuto a che fare una sola settimana. E’ un’arma a doppio taglia, in fine, il tempo che si trascorre: la famiglia se pretende qualcosa di efficiente, di svelto, di “robotico”, farebbe meglio a non affidarsi ad una persona, poiché il denaro non può comprare “i modi”, può comprare “le possibilità”: ma i modi si costruiscono, si instaurano, si coltivano giorno per giorno, e non c’è niente di più sbagliato e di più deleterio per un anziano essere costantemente privato della propria badante poiché “non va a genio”: l’anziano avvertirebbe lo stesso smarrimento, lo stesso abbandono che avverte il bambino dato in affidamento ora ad una famiglia ora ad un’altra: questo è un vero dramma che deve essere superato con l’intelligenza di riuscire ad analizzare questo meccanismo improntato troppo su una cattiva interpretazione del patto di fiducia, e dei soldi su cui si fonda.

Una badante non è un “acquisto” è un investimento sulle esperienze e sulla vita, e siccome è di vita del paziente che si parla, siccome si parla di vita, non vi può essere mai e poi mai la piena certezza di una riuscita, se non della crescita reciproca.

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