Badante alimentazione sana

La Badante e un’Alimentazione Sana

L’alimentazione è passata ad avere, negli ultimi anni, un ruolo centrale nello stile di vita.

Se qualche decennio fa si badava molto poco all’alimentazione, in quanto quasi tutti si alimentavano con prodotti che, seppur all’apparenza brutti, erano certamente meno zeppi di vari conservanti ed altro. Dall’altro lato, però, proprio il ruolo centrale assunto dall’alimentazione ha fatto sì che i controlli a riguardo diventassero più intensivi e più scrupolosi.

Ma, al di là del prodotto, quello che negli anni è cambiato è anche il soggetto, cioè non tanto il consumatore ma il “cucinatore”. Se da una parte il ruolo della cucina ha assunto un’importanza non indifferente, coloro che sanno davvero cucinare sono ben pochi. Tra mille aspiranti chef si fa fatica a trovare almeno uno che sappia cucinare discretamente.

Una badante deve saper cucinare. Certo, non è una caratteristica discriminante che dobbiamo tenere presente, in quanto il ruolo della badante va a concentrarsi percentualmente in forma maggiore verso la cura, il tener compagnia, la prontezza e la capacità di affrontare una malattia specifica, ma in molti casi una badante deve occuparsi anche dell’alimentazione dell’anziano.

Non sempre è facile saper cucinare, e soprattutto essere attenti alle esigenze, non di tipo de gustibus ma riguardanti la salute, dell’anziano. Ad esempio: il più delle volte gli anziani indossano una dentiera, o a volte non l’indossano e sono costretti a mangiare solo con le gengive, e cibi estremamente caldi potrebbero danneggiare irrimediabilmente il cavo orale dell’anziano, non riuscendo, così più a mangiare e causando altri problemi.

Una badante deve essere super-informata sulle malattie o sulle allergie che un anziano può avere, ad esempio: il diabete, per cui un eccesso di zuccheri potrebbe essere fatale, ma come anche l’essere intolleranti alla frutta secca.

A tutte queste osservazioni si potrebbe rispondere: “vabbé, ma l’anziano a quel punto deve avvertire la badante se è allergico alla frutta secca, no?” – eppure verrebbe tralasciato un piccolo dettaglio: molte volte la persona badante non lo sa perché se ne è dimenticata. Infatti la percentuale di persone affette da Alzheimer è altissima, e sono persone non autosufficienti, non riescono a ricordare determinate cose, ed è proprio in questi vuoti che deve intervenire la badante, a tutela della salute della persona badata.

In più, una badante, deve anche conoscere i gusti della persona assistita: non si sta dicendo che debba diventare una sorta di cuoca in casa, e al servizio del badato, ma certamente nel momento in cui vien detto che la pasta e sugo non viene digerita, si può virare verso altri tipi più leggeri: ed è un’esigenza alla quale una brava badante deve andare incontro.

Purtroppo quello della badante è un mestiere strano, è a metà tra la mamma, l’amica, e l’infermiera.

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