Badanti dato contraddizione

La badante ed il sollevatore: un rapporto fondamentale

Introduzione

Ogni badante convivente, badante ad ore o badante condominiale che entra in casa per assistere un anziano, si ritroverà ad avere a che fare con un numero di strumenti abbastanza “strani” o, sicuramente, “poco conosciuti e visti”. Il motivo è che la vita di un anziano è una vita, purtroppo, che va incontro al non essere autosufficiente ed allora c’è bisogno di strumenti per rendere normale la sua vita. C’è bisogno che la vita di un anziano, attraverso la presenza di una badante e di questi strumenti, possa ritornare ad essere quella di sempre; magari più lenta, meno stancante, più a misura d’età ma pur sempre una vita degna d’essere vissuta.

La badante, dunque, dovrà trovarsi di fronte a queste realtà, e a dover interagire con strumenti necessari affinché possa svolgere al meglio il proprio lavoro: compito della badante non è solo quello di “badare passivamente” ma quello di rendere la vita dell’anziano sempre più attiva, e non saper utilizzare gli strumenti è una grave mancanza che va colmata.

Facilitare il movimento degli anziani

Chi è esperto sa bene che esistono delle tecniche per sollevare una persona, sia essa collaborante o meno. C’è però da dire che chiunque può trovarsi nella necessità di conoscere le nozioni circa come sollevare un anziano dalla carrozzina al letto, nozioni utili anche se non parliamo di anziani, ma di adulti impossibilitati a muoversi anche solo momentaneamente.

Essere agli inizi con l’assistenza di un anziano significa comunque dover farsi affiancare dal personale esperto capace di insegnare in presenza tutte le azioni e le attenzioni da compiere per effettuare il trasferimento dalla carrozzina al letto di un anziano non collaborante o collaborante che sia. Così come dicevamo prima, infatti, la pratica è essenziale in questo settore e specie all’inizio è bene farsi aiutare.

Nei casi in cui l’anziano da sollevare abbia una stazza grande, allora è importante che ci sia un’altra persona fissa a compiere queste movimentazioni. Per ciò che concerne gli strumenti utili si ha:

  • la cintura: si allaccia alla vita dell’anziano e consente all’operatore di agganciare il soggetto in maniera salda
  • la pedana rotante: utile nel caso in cui l’anziano non sia collaborante

Badante Italiana Caratteristiche

Il sollevatore

Tra gli strumenti più gettonati nella vita di un anziano c’è senza dubbio il «sollevatore». Ce ne sono di svariati modelli e tipologie di utilizzo: nella situazione in cui una persona è costretta a letto per degenza o per invalidità torna utile l’utilizzo dei sollevatori (o verticalizzatori) per disabili, prodotti creati appositamente per aiutare anziani e invalidi nelle manovre di salire e scendere dal letto.

Esistono diversi modelli di sollevatori per disabili e non esiste in assoluto il migliore, ma in questo articolo cercheremo di aiutarvi nella scelta del sollevatore per anziani più adatto alle vostre esigenze.

Infatti ci sono molti elementi che condizionano la scelta di questo ausilio: in particolare prima di effettuare un acquisto del sollevatore valuta se ci sono gli spazi disponibili per le manovre e per l’ingombro del mezzo, chi userà questo sollevatore (un assistente esperto oppure un parente magari anziano?), la disponibilità economica e la frequenza di utilizzo.

Valutate attentamente gli ingombri e la maneggevolezza: è frequente infatti che vengano acquistati ottimi sollevatori che però sono difficili da collocare in una stanza o sono difficili da trasportare per altri spostamenti motivati da ragioni di lavoro o di salute. Esistono infatti sollevatori che presentano caratteristiche utili per essere riposti o trasportati facilmente; in catalogo abbiamo un sollevatore pieghevole che può essere richiuso su se stesso per occupare poco spazio ed essere riposto in uno stanzino o sotto il letto (clicca qui per il sollevatore pieghevole).

In linea generale, quindi, il sollevatore dev’essere comodo, maneggevole e sicuro sia per chi lo usa che per la persona con disabilità.

Tipologia di sollevatori

Sotto il profilo tecnico, il sollevatore non è uno strumento molto complesso, al suo meccanismo di sollevamento è innestato un bilanciere, che si alza e si abbassa, a cui bisogna agganciate specifiche imbracature studiate per accogliere la persona con disabilità in tutta sicurezza e che garantiscono il sollevamento di un peso massimo ben specificato. Di solito per ogni sollevatore ne sono disponibili diversi tipi che rispondono a  differenti esigenze dell’utente.

I sollevatori possono essere anche mobili o fissi, a seconda che possano essere spostati agevolmente all’interno dell’abitazione oppure essere fissati laddove serve.

I sollevatori mobili sono senza dubbio i più utilizzati e tuttavia, a volte, bisogna valutare l’effettiva disponibilità di spazio. La prima cosa da sapere su come usare il sollevatore per disabili e anziani è la distinzione tra le due tipologie. Infatti abbiamo il sollevatore per invalidi manuale, con movimentazione a manovella, e il sollevatore elettrico per invalidi, con movimentazione elettronica tramite pulsantiera.

I meccanismi del sollevatore manuale si basa su una vite senza fine oppure su una pompa oleodinamica ed in questo caso l’assistente alla persona (esperta o un familiare) deve compiere uno sforzo, pur non molto impegnativo. Con il sollevatore elettrico, invece, ha un motore alimentato da batteria o da rete elettrica, il movimento viene attivato da una pulsantiera che aziona il bilanciere ad una velocità studiata e controllata per garantire sicurezza e comodità. Questa ultima tipologia è indicata ad assistenti alla persona non esperte e che magari sono anziane, che quindi non possono impiegare sforzi per sollevare il parente.

Le differenze non sono sostanziali sotto il profilo della struttura, dell’ingombro e della sicurezza.

La diversità sta nel costo e nella comodità d’uso.

Come usare il sollevatore: alcune linee guida

Di seguito viene illustrata la corretta procedura di utilizzo del sollevatore:

  • Se il disabile è già sul letto, fatelo ruotare prima su un fianco (assicurandovi che la sua posizione sia stabile e non cada dal lato del letto, può essere utile avere le sponde da agganciare al letto) in modo da liberare l’area sul letto in cui posizionare e stendere l’imbracatura;
  • Posizionare il telo sotto il disabile, all’altezza della schiena, facendolo ruotare posizionandolo sopra l’imbracatura. Se necessario ruotare la persona anche sull’altro fianco e sistemare il telo;
  • Riposizionare il paziente in posizione supina;
  • Posizionare il bilanciere del sollevatore sopra il disabile per poi agganciare l’imbracatura negli appositi ganci. Prendete tutto il tempo necessario, dovete assicurarvi che sia ben agganciato al bilanciere;
  • Procedere lentamente con il sollevamento del paziente, se il sollevatore per disabili è elettrico allora utilizzate l’apposita pulsantiera;
  • Controllate la manovra di sollevamento e assicuratevi che tutto il corpo del disabile sia avvolto dall’imbracatura, specialmente la testa;
  • Quando siete giunti ad un’altezza tale da poterlo spostare, allora posizionate il disabile in direzione del sollevatore così da poterlo accompagnare fuori dal letto prendendo il sollevatore dalle apposite maniglie;
  • Il sollevatore dispone di una leva per allargare la base così da avvicinarsi alla sedia a rotelle senza ostacoli;
  • Posizionare il paziente sopra la sedia a rotelle, assicurandosi che la sedia sia bloccata;
  • Fermare il sollevatore e far scendere il paziente fino a farlo sedere;
  • Sganciare il telo e sfilarlo da sotto il corpo del paziente.

Per determinate manovre o utilizzi fare ricorso al manuale del prodotto dove è illustrato il modo migliore per usare il sollevatore in base alle sue specifiche caratteristiche.

Badante Assistente Famigliare

Convenzioni ASL per avere un sollevatore

L’autorizzazione alla fornitura del dispositivo è rilasciata dall’azienda sanitaria di residenza dell’assistito. Questa deve verificare se il richiedente rientra fra gli aventi diritto, e se vi è corrispondenza tra la prescrizione medica ed i dispositivi codificati del Nomenclatore. Inoltre, quando si tratta di forniture successive alla prima, dovrà essere accertato il rispetto delle modalità e dei tempi di rinnovo. L’azienda sanitaria deve pronunciarsi tempestivamente sulla richiesta di autorizzazione e comunque, in occasione di prima fornitura, entro venti giorni dalla richiesta (vedi articolo 4 comma 5). In caso di silenzio dall’azienda sanitaria, trascorso tale termine, l’autorizzazione alla prima fornitura si intende concessa (silenzio assenso).

Nel documento di autorizzazione viene riportato il corrispettivo riconosciuto al fornitore dall’azienda sanitaria per l’erogazione del dispositivo prescritto. In caso di autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore è pari alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda di residenza dell’assistito.

Può succedere che una persona venga ricoverata presso una struttura non appartenente all’azienda sanitaria di residenza, e che necessiti di un ausilio. In questo caso, una volta accertate le condizioni di necessità e l’accreditamento delle strutture (pubbliche o private che siano), la prescrizione viene inoltrata all’azienda sanitaria di residenza, che rilascia l’autorizzazione tempestivamente, anche a mezzo fax. Se si tratta di prodotti su misura e c’è silenzio assenso dall’azienda sanitaria, trascorsi cinque giorni dalla ricezione della prescrizione dal parte dall’azienda sanitaria, l’autorizzazione si intende concessa. Nel caso dell’autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore è pari alla tariffa fissata dalla regione di residenza dell’assistito.

In caso di silenzio dall’azienda sanitaria, trascorso tale termine, l’autorizzazione alla prima fornitura si intende concessa. (Art.5 DM 332/99).

Conclusione

Una badante dovrà dunque tenersi pronta a dover fronteggiare queste realtà, poiché l’assistenza di un anziano richiede soprattutto la conoscenza del sapere utilizzare determinati strumenti.

Se si vuol diventare una badante è meglio informarsi prima su ciò che si andrà a fare, senza improvvisare esperienze o capacità mai assunte prima: il sollevatore è uno di quegli strumenti che una badante deve conoscere e saper utilizzare.

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