Badante truffa badante truffata

Quando è la badante a subire una truffa

La maggior parte delle badanti è straniera, parla poco o il necessario l’italiano ed ha un disperato bisogno di lavorare. Così lavorano più di 20 ore al giorno per poco più di novecento euro al mese, al soldo di cooperative che le sfruttano e che non rispettano i patti stipulati.

Truffa alla Badante: il tipo di contratto proposto

Il tranello sta tutto nell’incapacità delle donne coinvolte di capire quale tipo di contratto viene loro proposto, andando in fiducia, firmano documenti senza sapere esattamente di cosa si tratti. Credono si tratti del contratto, invece stanno aprendo una partita iva, iscrivendosi alle Camere di Commercio locali.

Le cooperative provvedono a tutto, trovano le famiglie bisognose di una badante e loro iniziano a lavorare presso di loro. Insomma, queste immigrate, provenienti dall’Africa, dal Sud America e dall’Est sgobbano in media 22 ore al giorno, con solo un giorno di riposo la settimana per 800 euro lordi, cioè 400 euro netti al mese.

L’ampiezza del fenomeno: la diffusione in Lombardia

Nella sola Lombardia sarebbero migliaia le donne coinvolte in questo fenomeno. Le stesse ignorano di non essere in regola, finché all’indirizzo della loro residenza arrivano cartelle esattoriali salatissime perché, ovviamente, non sanno di non aver versato tasse e contributi.

Conti alla mano, le famiglie che si appoggiano a queste cooperative spendono molto di più di quello che spenderebbero facendo un contratto regolare di assunzione secondo il contratto nazionale del lavoro domestico; con il rischio di dover sborsare altri soldi in quanto, in caso di controversie, risponde la famiglia utilizzatrice e non la cooperativa.

Contratti alle badanti poco trasparenti: le normative in essere

Purtroppo le normative attuali, a causa di un buco giuridico, non consentono di dichiarare l’illegittimità di questa prassi; ma è fuori dubbio che ci si stia approfittando di lavoratrici deboli contrattualmente e di clienti deboli emotivamente.

Ovviamente le famiglie sono ignare di questi trattamenti alle badanti e a loro volta, hanno un rapporto commerciale con l’agenzia a cui pagano il doppio di quanto percepito dalla lavoratrice.

Casi eccezionali? Non proprio. Per come sono strutturate le cooperative stanno diventando il sistema perfetto per aggirare le leggi sul lavoro, pagare poco i dipendenti e creare un sistema di dumping salariale legalizzato.

Prestiamo attenzione alla correttezza e serietà della cooperativa

Due cooperative su tre risultano irregolari, ecco perché nel momento in cui si ha a che fare con una cooperativa seria, con una cooperativa che rispetta la gente ed i suoi diritti, rispetta in primis la famiglia che ha bisogno della badante, e poi la badante, se ne ha da fare tesoro. Bisogna porre attenzione alle cooperative spurie. Addirittura nel 2017 una sola cooperativa ha ricevuto un verbale di oltre 25 milioni di euro, con debiti contributivi per 19,6 milioni e sanzioni civili per 6,4 milioni e migliaia di lavoratori coinvolti.