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Intervista a badante e badato

Olivia ha 81 anni, ha qualche problema di vista ma soprattutto ha difficoltà motorie per cui non si sente di uscire da sola, nemmeno per fare la spesa nei negozietti sotto casa. Maryna è la sua badante convivente, la aiuta in casa già da qualche anno ma ora si occupa di lei in maniera più stabile e continuativa, accompagnandola a fare la spesa o dal medico o in farmacia, o anche, semplicemente la accompagna, quando il tempo è bello, a fare una breve passeggiata.

“Per me, dice Oliva,  la presenza della badante Maryna è indispensabile. Viene tutte le mattine e sbriga le faccende domestiche, poi mi accompagna a fare la spesa e quando è necessario andiamo insieme dal medico di base. Mi accompagna anche per qualche visita specialistica, o in farmacia. Mi controlla la pressione e mi prepara le pillole che devo prendere durante la giornata. Ma non si tratta solo di questo, per me è importante avere qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere o commentare un programma televisivo: le ore trascorse da sola non passano mai. Sarebbe importante che la Sanità Pubblica si facesse carico in modo più completo dei problemi degli anziani: non basta fornire i farmaci, ci vorrebbe un’assistenza medica domiciliare più continua ed efficiente ed anche qualcuno che possa fornire semplicemente compagnia nella ore pomeridiane. La notte? Per il momento sono ancora in grado di badare a me stessa, se non dovessi più farcela sarebbe davvero un problema! Comunque, mi è piaciuto avere la possibilità di parlare di noi della terza età e delle nostre esigenze”.

“Aiuto la signora Oliva già da diversi anni – continua la badante Maryna – e mi rendo conto che la sua situazione diventa con il tempo sempre più precaria: da che conduceva una vita attiva e autonoma, ora ha bisogno di assistenza anche nelle piccole cose per i suoi problemi di ridotta mobilità. L’accompagno dal medico, in farmacia, a fare la spesa, ma potrebbe essere importante poter comunicare con il medico via computer, per esempio, o avere qualcuno che possa farle compagnia nel pomeriggio. Anche io avrei bisogno di essere più seguita e supportata in questo lavoro che diventa ogni giorno di maggior responsabilità, mi piacerebbe che il servizio sanitario mi supportasse con una formazione specifica: l’assistenza all’anziano non può essere lasciata al buon senso e alla responsabilità del badante. L’intervista è stata davvero un’esperienza valida: è bello sapere che qualcuno si interessa ai problemi di noi badanti, finora avevo la sensazione di appartenere ad una categoria di invisibili. “

Entrambe hanno parlato molto volentieri dei loro problemi, dei bisogni insoddisfatti e delle carenze del nostro sistema welfare per la terza età, proponendo anche soluzioni interessanti.

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