FAQ Badanti

AES Domicilio “AESCOLTA”: domande e risposte sul tema badanti

SPORTELLO BADANTI: AES DOMICILIO “AESCOLTA”:
(LE NOSTRE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE DI GENNAIO)

AES DOMICILIO non è solo una cooperativa socio assistenziale, tesa a “trovare” badanti all’occorrenza, ma è anche, e soprattutto, una organizzazione a cui affidarsi, e di cui fidarsi. L’opinione delle famiglie, delle badanti, dei badati è per noi di primaria importanza, ecco perché abbiamo deciso di raccogliere e selezionare, attraverso un sondaggio a campione, alcune delle vostre domande più frequenti, ed abbiamo cercato di offrire una sintetica ma efficace risposta, proprio tramite questo “SPORTELLO D’AESCOLTO”: le vostre domande, le nostre risposte

1) Ciao AES, dovrei assumere una badante ma non so su quali basi sceglierla. Ho paura di incorrere in un bluff e di perdere tempo prezioso per le cure da rivolgere a mio padre. Come posso fare? Ho paura anche a rivolgermi ad un’agenzia di badanti, perché temo mi mandino una badante inesperta o inadatta. Grazie!

AES: Ciao! Beh, scegliere una badante non è un compito facile: non c’è un albo che certifichi la professione di badante, tuttavia non credo si debba o si possa riuscire, comunque, a capire le competenze di una persona. Ecco perché io ti consiglio di affidarti ad un’agenzia. Di fatti per AES DOMICILIO uno dei momenti fondamentali della formazione di un operatore, all’interno di una cooperativa socio assistenziale, è quello di insegnare a scegliere una badante secondo dei determinati criteri di selezione, che vanno ad investire non soltanto il saper riconoscere se una persone sia adatta a badare ad un certo tipo di malattia o meno che affligge il paziente (ad esempio la badante per malati di Alzheimer o la badante per Parkinson), ma anche ad intuire se una persona abbia realmente cognizione di ciò che andrà a fare. Uno dei casi tipo è quello in cui una persona si presenta dicendo d’aver svolto il mestiere di badante da anni, che dunque abbia esperienza nel settore, ma senza portare alcuna prova concreta: in fondo nulla si sa né si può sapere se questa persona abbia realmente esperienza: come riuscire ad individuare le capacità?Innanzitutto facendo delle domande mirate, non tanto per indagare la famiglia presso cui la persona abbia prestato servizio, ma per scoprire che tipo di servizio abbia svolto. Dunque si domanda se abbia avuto a che fare con un anziano semplicemente non autosufficiente, oppure se abbia assistito un anziano affetto da Parkinson, o da Alzheimer, o da demenza senile, ed in questi casi come li gestisse. In più, bisogna sottolineare che anche le badanti professioniste, riconosciute, e dunque con uno storico delle prestazioni ottimo, può, a volte, essere rispedite poiché non adatta al ruolo da ricoprire. Ciò avviene non tanto per la mancata capacità della badante, quanto più per il fatto che non essendo una professione dove si ha solo “qualcosa da fare” – come in fabbrica – ma anche e soprattutto si ha “qualcosa da sentire”, è un mestiere emotivo

2) Ciao AES, ho una domanda da farti: non so se assumere una badante o una colf. Sapresti dirmi se ci sono delle differenze, e se sì, quali?

AES: Ciao. Le differenze ci sono. E sono enormi. Non solo per le diverse mansioni da svolgere ma anche sul piano burocratico viene a cambiare tutto. Ti spiego: troppo spesso si confonde la badante con la “colf”, si pensa che oltre che ad assistere l’anziano ed a mantenere una necessaria igiene domestica dell’ambiente frequentato dall’anziano, debba fare anche altre cose come: stirare, lavare tende, lucidare il parquet, ed altro. Ciò non è previsto nelle mansioni della badante a meno che non ci sia un patto tacito e prestabilito tra la badante e la famiglia, e la badante accetti questa situazione di favore. Per quanto riguarda lo stipendio ed il contratto della badante, poi, questo cambia non soltanto in relazione al livello, ma anche all’orario di lavoro, allo svolgimento di lavoro notturno, straordinario, festivo, etc. Facciamo allora il punto su badante e colf: differenza e inquadramento, stipendio, orario di lavoro, mansioni. L’inquadramento del lavoratore domestico dipende sia dalle mansioni svolte, che dalla qualifica acquisita dal lavoratore, dalla convivenza o meno con la famiglia e dall’orario di lavoro. In particolare, la prestazione di lavoro domestico può essere resa in regime di: convivenza, che a sua volta può essere: 1) a servizio intero; 2) a servizio ridotto, per lavoratori inquadrati nei livelli C, B e B Super e studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni; 3) non convivenza, a tempo pieno o parziale. Il lavoratore domestico può essere assunto a tempo indeterminato o determinato, anche col contratto di somministrazione.

3) Ciao AES, devo farti una domanda scomoda, e so che forse sei l’ente meno indicato a cui doverci rivolgere. Ma voglio chiederti: vorrei assumere una badante “a nero”, dunque superare tutta la trafila burocratica. Sinceramente: conviene?

AES: Ciao, ebbene sì, sono certamente meno indicato a risponderti. Infatti posso persuaderti del contrario, cioè, posso consigliarti di assumere una badante in regola e magari di rivolgerti ad un’agenzia. Infatti voglio darti dei dati: premesso che le famiglie sono spesso le prime vittime “consapevoli” del lavoro irregolare di colf, badanti e baby sitter, ci siamo domandati quanto questa piaga sociale possa pesare sui conti dello Stato che, come in un grande cortocircuito, è anche il vero responsabile. Calcolatrice alla mano: ogni anno in Italia ogni giorno un piccolo esercito di lavoratori presta servizio nelle nostre case senza avere il contratto. Su 2 milioni di addetti, 1,2 milioni sono infatti in nero e solo 800 mila regolari. In altre parole, 6 domestici su 10 sono “invisibili”. Senza diritti ma anche senza doveri, e proprio questa condizione contribuisce a generare un ammanco nelle casse dello Stato che vale 2,4 miliardi di euro. Poi sta a te valutare; ma tieni presente una cosa: se ti spaventa la trafila burocratica, se ti spaventa avere a che fare con dichiarazioni e cose del genere, sappi che le agenzie come AES DOMICILIO si occupano di tutto, e credimi, più volte è capitato che in caso di sinistri, in casi in cui la badante si sia fatta male in casa, o abbia lasciato all’improvviso il badato da solo, poi, da queste cose, sono giunte le conseguenze peggiori, e per evitare una trafila burocratica si rischia di incorrere in una trafila giudiziaria che, credimi, è ben peggiore.

4) Ciao AES! La badante di mia madre sta continuamente al telefono, ogni volta che vado a trovarla sorprendo lei che chatta, e ride, mentre, magari, mia madre è in un’altra stanza. C’è un modo per vietare che le badanti utilizzino il proprio telefonino? Grazie!

AES: Ciao a te! La domanda che poni è interessante; tuttavia mi spiace dirti di no, non c’è alcuna norma che preveda che la tua badante debba consegnarti il telefono, né che tu possa sequestrarglielo. Tuttavia puoi imporre una cosa: puoi certamente imporre la tua autorità in quanto datrice di lavoro proprio nel momento in cui ritieni che tua madre venga trascurata – a prescindere se dal fatto che la badante stia al telefono, o guardi le nuvole. La tutela e la cura dell’anziano dev’essere la prima cosa, ed anzi questa distrazione può essere anche grave; ed a seguito di qualche disgrazia puoi certamente licenziarla. Anche se: prevenire è meglio che curare; quindi… Comunque ti invito a questa riflessione, prima di farti prendere dall’ira, e dall’impeto: le badanti la maggior parte delle volte provengono da un altro paese, e la lontananza è qualcosa di difficile da affrontare soprattutto quando la si vive in un’età giovane, ed a volte, queste badanti lasciano la propria famiglia, i propri figli, i propri mariti per cercare fortuna e cioè un lavoro in Italia. Così camuffano quella distanza stando al telefono. Altre volte, le badanti stanno al telefono non parlando con i propri cari, con i quali è difficile in alcuni casi stabilire una comunicazione, ma parlano con altre badanti: vi è una vera e propria rete di solidarietà tra le badanti, le quali si fanno compagnia a vicenda. Ciò genera un cortocircuito: le badanti devono accudire persone, fondamentalmente, sole, a loro volta, queste persone sole vengono accudite dalle badanti che sono, fondamentalmente, sole anch’esse. Quindi questi due mondi: il mondo degli anziani, ed il mondo delle badanti, finiscono per escludersi ognuno fuori dalla propria solitudine, eppure, paradossalmente, a dover vivere e convivere lo stesso disagio.

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