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Il sollevatore

Un ausilio molto importante e talvolta necessario per la migliore gestione da parte di una badante di un anziano è il sollevatore pensato per agevolare i trasferimenti di chi ha una mobilità ridotta. Inoltre, assicura al caregiver di operare in condizioni di sicurezza e nel rispetto della dignità degli assistiti.

Aes Domicilio nella sua storia di gestione di famiglie, è molto attenta anche agli strumenti necessari all’aiuto della badante.

Chi è esperto sa bene che esistono delle tecniche per sollevare una persona, sia essa collaborante o meno. C’è però da dire che chiunque può trovarsi nella necessità di conoscere le nozioni circa come sollevare un anziano dalla carrozzina al letto, nozioni utili anche se non parliamo di anziani, ma di adulti impossibilitati a muoversi anche solo momentaneamente.

Essere agli inizi con l’assistenza di un anziano significa comunque dover farsi affiancare dal personale esperto capace di insegnare in presenza tutte le azioni e le attenzioni da compiere per effettuare il trasferimento dalla carrozzina al letto di un anziano non collaborante o collaborante che sia. Così come dicevamo prima, infatti, la pratica è essenziale in questo settore e specie all’inizio è bene farsi aiutare.

Generalmente esistono due tipologie differenti di sollevatori per invalidi:

  • il sollevatore manuale, con movimentazione a manovella
  • il sollevatore elettrico, dotato di pulsantiera con movimentazione elettronica, consigliato per gli assistenti che sono un po’ anziani, magari non particolarmente esperti e che fanno quindi fatica a sollevare la persona invalida.

Un altro elemento a cui bisogna prestare attenzione è l’imbracatura: deve essere comoda, adatta al tipo di disabilità e soprattutto deve essere indicato il peso massimo che può essere sollevato.

Una volta fatte tutte le valutazioni bisogna prestare attenzione a come agganciare l’imbracatura al bilanciere del sollevatore per evitare disagi e fastidi alla persona che viene assistita. Per evitare problematiche relative al tipo di imbracatura da utilizzare, diventa fondamentale la prescrizione da parte del medico, nella quale verrà indicata la più adatta a seconda delle esigenze del paziente.

L’autorizzazione alla fornitura del dispositivo è rilasciata dall’azienda sanitaria di residenza dell’assistito. Questa deve verificare se il richiedente rientra fra gli aventi diritto, e se vi è corrispondenza tra la prescrizione medica ed i dispositivi codificati del Nomenclatore. Inoltre, quando si tratta di forniture successive alla prima, dovrà essere accertato il rispetto delle modalità e dei tempi di rinnovo. L’azienda sanitaria deve pronunciarsi tempestivamente sulla richiesta di autorizzazione e comunque, in occasione di prima fornitura, entro venti giorni dalla richiesta (vedi articolo 4 comma 5). In caso di silenzio dall’azienda sanitaria, trascorso tale termine, l’autorizzazione alla prima fornitura si intende concessa (silenzio assenso).

Una badante convivente dovrà dunque tenersi pronta a dover fronteggiare queste realtà, poiché l’assistenza di un anziano richiede soprattutto la conoscenza del sapere utilizzare determinati strumenti.

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