Badanti e matrimonio simulato: di cosa si tratta?
Due persone possono scegliere di sposarsi solo formalmente, nascondendo in realtà uno scopo ben diverso dal voler trascorrere la loro vita insieme.
Il matrimonio con la badante è valido?
Il nostro ordinamento permette di far questo, regolamentando il tutto nel codice civile.
In poche parole, gli sposi convolano ufficialmente a nozze ma hanno già deciso di non rispettare i doveri coniugali (coabitazione, fedeltà, assistenza morale e materiale e così via). Il codice civile, come detto, prende espressamente in considerazione nozze di questo genere, in cui gli sposi «hanno convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esse discendenti» . Si badi, un matrimonio così celebrato è assolutamente valido dal punto di vista civile. Tuttavia, la legge consente ai coniugi di impugnarlo e farne dichiarare la nullità. In questo modo i soggetti tornano ad essere di stato libero, ma dopo aver conseguito lo scopo per cui si sono sposati. Per far questo, però, ci sono delle condizioni
Il soggetto che vuole annullare il matrimonio deve dimostrare:
1) l’esistenza di un accordo fatto con l’altro sposo prima del matrimonio;
2) il fatto di «non aver convissuto come coniugi» dopo la celebrazione.
La prova è libera: significa che chi vuole impugnare il matrimonio può farlo con ogni mezzo (producendo un accordo scritto, chiamando testimoni e così via). É chiaro che il giudice sarà particolarmente cauto nel valutare le dichiarazioni dei coniugi che chiedono l’annullamento per simulazione (questo strumento potrebbe essere usato in modo fraudolento dagli sposi, come una sorta di illegittima alternativa al divorzio).
Quanto all’accordo di simulazione, esso deve essere precedente al matrimonio: ce lo dice lo stesso codice civile, che infatti usa il termine «sposi» e non «coniugi» quando si riferisce al patto in questione. Ancora, la volontà simulatrice deve essere bilaterale, ossia presente in entrambi i soggetti. Al contrario, non si parla più di matrimonio simulato quando è solo uno degli sposi a nascondere un doppio fine, senza esternarlo al suo futuro coniuge. In questo caso il soggetto non potrà chiedere l’annullamento del matrimonio secondo la procedura che stiamo descrivendo.
Il matrimonio simulato può essere impugnato entro un anno dalla celebrazione. Trascorso questo periodo, non si potrà più chiedere l’annullamento e il matrimonio consoliderà i suoi effetti in capo ai coniugi. Il matrimonio non può essere annullato, inoltre, se i soggetti hanno «convissuto come coniugi» dopo la celebrazione stessa. In questo caso la legge presume che l’unione, anche se iniziata come una simulazione, si sia effettivamente realizzata.
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