RSA Nel Panico

RSA: Panico Tra Inchieste e Noncuranza

Le inchieste sulla prima ondata della pandemia che ha riguardato il Piemonte da fine febbraio cominciano a registrare i primi indagati e a dare i suoi frutti: è ormai all’ordine del giorno la presenza di notizie aventi ad oggetto RSA in cui i familiari decidono di inserire i propri genitori, ma non è altrettanto incoraggiante la situazione odierna viste le continue notizie che si ascoltano ai telegiornali o che ritroviamo nelle riviste e nei quotidiani.

Sono tantissimi tra responsabili di strutture e addetti ai controlli delle Asl a essere giornalmente accusati di epidemia colposa e omicidio colposo in relazione alla gestione dell’emergenza nelle Rsa, uno dei più grandi focolai in cui vengono ricoverati moltissimi anziani. Tutto di solito inizia con un trasferimento non autorizzato di numerosi pazienti Covid: decisioni prese troppo repentinamente, senza autorizzazioni e troppo superficialmente per dirsi “protettori” dei nostri cari. Il mestiere che si accingono a svolgere quotidianamente è assai delicato e richiede molta attenzione in termini di competenze, professionalità e scrupolo. Gli spostamenti non autorizzati avvengono spesso con carenze sulle misure di sicurezza e proprio questo avrebbe favorito l’evoluzione dell’epidemia.

La Guardia di Finanza riesce a tracciare più di cento anziani morti nelle strutture durante la prima ondata del virus e i familiari di una ventina di vittime hanno presentato esposti. Insomma, si assiste a un continuo passaggio da un Rsa all’altra, si assiste al terrore ed al panico dei familiari che si sono fidati delle persone sbagliate, che hanno creduto di proteggere e di curare mentre la disorganizzazione e la superficialità governava quegli istituti. Le indagini di solito prendono il via proprio grazie ad una serie di esposti, denunce, segnalazioni dei familiari o degli operatori sanitari che prendono atto della situazione dando inizio agli accertamenti effettuati dalla commissione di vigilanza dell’Asl.

Si rileva, in particolare, il non aver adottato le misure adatte a contenere la diffusione del Covid, la mancanza di dispositivi di protezione personale, una formazione del personale carente o comunque inadeguata, il mancato isolamento degli ospiti sintomatici. Tutti elementi essenziali per fronteggiare l’attuale situazione e per garantire sicurezza sotto ogni punto di vista. Si pensi che, da parte di tutto il personale sono stati preparati dei poster da appendere in struttura, sia con le precauzioni standard (da adottare da parte di tutte le RSA e nuclei indenni) che con le precauzioni aggiuntive (da adottare nei nuclei Covid). Si consiglia di stamparli ed esporli nei luoghi in cui il personale è tenuto ad adottare i rispettivi comportamenti.

Tuttavia, non sempre vengono rispettati e finiscono per essere dei meri foglietti di carta stampati su alcune pareti della struttura senza che vengano lette o conosciute. Esistono inoltre delle istruzioni operative per la vestizione e svestizione degli operatori esposti a rischio covid che passano attraverso l’igiene non solo delle mani, ma anche per l’uso dei guanti e altri strumenti di protezione, sovracamice, mascherine ad alta protezione da indossare correttamente, ma nonostante ciò continuiamo ad assistere alle notizie paurose di anziani “abbandonati” che non possono più vedere i propri cari, che non possono essere protetti, che non possono difendersi o denunciare ciò che li circonda.

Una situazione inaccettabile che Aes Domicilio non può ignorare e non può evitare di denunciare, perché da sempre operativo nel campo con le proprie badanti conviventi, notturne o badanti ad ore, perché con i propri servizi a disposizione delle famiglie cerca di coniugare la sicurezza e la salute dei nostri cari con la professionalità e la fiducia dei nostri clienti, perché non possiamo permettere che le nostre azioni ed i nostri sacrifici vengano vanificati dalla incuria e dalla superficialità di chi non conosce questo mondo lavorativo tanto complesso e mal gestito.

Una badante correttamente scelta può risolvere ogni problematica: quella ad ore può soddisfare i momenti in cui non è possibile far fronte alle difficoltà dei vostri cari, quella notturna per rimanere sereni durante la notte con una tutela costante, quella convivente per soddisfare la protezione continua e fronteggiare la malattia in modo semplice ed efficace.

Le nostre scelte condizionano per sempre la vita dei nostri familiari, averne cura è nostro dovere, averne cura è la priorità di cui occorre prendere coscienza per dar loro una vita migliore.

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AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Agenzia badanti Monza e Brianza, Badante Como, Badante a Lecco, Bergamo, Badante Pavia.
Siamo anche presenti attraverso i nostri uffici o i nostri partner in franchising ad esempio in Friuli: Badanti Udine, Agenzia badanti Trieste e Gorizia, ed in molte altre province del Nord Italia.