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Permessi di lavoro per assistere i familiari

I permessi funzionali all’assistenza dei familiari

Assistere un proprio caro non è sempre semplice quando si lavora tutto il giorno e si deve gestire una intera famiglia. Ma non temete, esistono degli strumenti che consentono di migliorare il vostro stile di vita: innanzitutto la legge concede dei permessi retribuiti, ma Aes Domicilio con il suo servizio di badante convivente può rendervi la vita molto più semplice: un’assistenza h24 può aiutarvi a gestire intere giornate, con la garanzia di una professionalità e di un intervento ad hoc. Ma andiamo per gradi.

Permessi di lavoro dipendente: come funzionano

Il lavoratore ha diritto a 3 giorni di permesso retribuiti nel corso di un anno per motivi specifici come il decesso o grave infermità del coniuge (anche se legalmente separato) e del parente entro il secondo grado, anche se non convivente. Nel computo non rientrano le festività e i giorni non lavorativi. Sono cumulabili con i permessi concessi ai sensi della Legge 104. Possono essere utilizzati entro 7 giorni dall’evento che motiva la richiesta, ma se si può concordare la fruizione frazionata. Possono esserci anche motivi personali particolari che spingono il lavoratore a chiedere il permesso: si rimette alla discrezionalità del datore di lavoro valutarne le legittimità.

Concedi biennali assistenza ai familiari

I congedi biennali retribuiti sono stati disciplinati inizialmente dalla Legge n. 388/2000 che ha previsto questa possibilità per i genitori di persone congrave disabilità. In seguito il decreto n. 119 /2001 ha fissato ulteriori condizioni. Da ultimo la sentenza della Corte Costituzionale (18 luglio 2013, n. 203) ha allargato la platea dei beneficiari:

  • coniuge convivente della persona disabile (non ricoverato a tempo pieno);
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, del disabile in caso di mancanza (assenza, divorzio, separazione legale o abbandono), decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (la convivenza deve essere accertata);
  • uno dei figli (fratelli o sorelle) conviventi della persona disabile, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente o affine di terzo grado convivente del disabile nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.(Fonte:PMI.it)

Informarsi è necessario per garantire uno stile di vita più sano e con minori difficoltà quotidiane, è utile soprattutto alle persone che vi circondano, ai vostri cari, i primi a risentirne. L’assistenza è la chiave della nostra società, un dovere che ritorna indietro come un boomerang, un dovere che cioè diventa bisogno per ogni essere umano.