Una badante per prevenire i danni dell’isolamento a seguito del coronavirus
Tutti noi sappiamo quanto la solitudine sia qualcosa che sfianchi il cervello umano; soprattutto quando è non voluta.
Rischia di diventare una vera e propria tortura.
Se molti di noi pensano che questa situazione sia irrilevante per gli anziani in quanto hanno una vita sociale molto ridotta e limitata; si sbagliano!
Per gli anziani, anche quella minima passeggiatina nel cortile, è importantissima!
Perché oltre a rigenerare la mente, ristora il corpo, e fanno sì che l’anziano non si percepisca come un peso morto ma come una persona ancora “viva” e “parte della comunità”. Le ultime restrizioni varate dal nostro governo sono davvero preoccupanti! La vita sociale rischia d’essere limitata dell’80% ed a farne le spese sono proprio gli anziani che si vedono ridotta anche quella minima percentuale di svago giornaliera. Certo: le misure adottate sono principalmente costituite per tutelare proprio gli anziani, o comunque le persone che versano in condizioni di salute instabile. Tuttavia la presenza di una badante può alleviare tutto questo!
Studi scientifici hanno dimostrato come questa solitudine rischi di essere psicologicamente più dannosa che fisicamente! La psiche in un anziano è determinante anche per la sua salute fisica: il rischio di depressioni e di ansie è triplicato, poiché questo stato di perpetuo allarme viene percepito dall’anziano proprio come verrebbe percepito da un bambino. In questo senso l’anziano ed il bambino sono due spugne!
La presenza della badante è invece quella “costante” che fornisce sicurezza e vicinanza all’anziano, e non gli permette di andare in quelle lande della psiche che molte volte sono l’anticamera di patologie neurodegenerative come l’Alzheimer. Una badante in casa, invece, garantisce quella tranquillità necessaria alla psiche dell’anziano, così che gli permetta di affrontare meglio anche questi cambiamenti che stiamo affrontando proprio in questi giorni.
L’isolamento, dalla mente dell’anziano, verrà percepito come un periodo di più assiduità con la badante anziché un periodo in cui si è tagliati fuori dal mondo.
Molte volte la badante è l’unico mondo che l’anziano conosce, anzi è il “ponte” necessario, a volte, per comunicare ancora con l’esterno.
La presenza della badante in casa farà percepire alla mente dell’anziano che in questa situazione tragica non è solo, ma anzi ci si trova anche la persona che con più ha confidenza come la badante, anziché i propri familiari, i quali invece percepiranno questo periodo in modo cattivo, trasferendo le tensioni sull’anziano. Quindi la badante è, forse, una delle soluzioni per prevenire conseguenze psicologicamente funeste esite da questa emergenza Coronavirus. La badante, poi, è anche l’unica soluzione – soprattutto per quanto riguarda le badanti conviventi – per prevenire e limitare i contatti con l’esterno, tenendo così in sicurezza l’anziano.
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