Casa di riposo: storia ed evoluzione
Casa di riposo: cenni storici
L’aumento del numero degli anziani ha portato ad una crescente domanda di case di riposo al punto tale che si sono create liste d’attesa molto lunghe. AES Domicilio offre oggi un servizio di RSA a domicilio tutto compreso. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un cambiamento della struttura demografica a livello mondiale e si stima che il numero degli anziani crescerà da 600 milioni a più di due miliardi nei prossimi quaranta anni, arrivando a superare il numero dei giovani presenti nel mondo. Sebbene l’aspettativa di vita continui ad aumentare (la speranza di vita alla nascita è passata da 67,2 anni per i maschi e 72,3 per le femmine nel 1961 a, rispettivamente, 79,4 e 84,9 nel 2010) la diminuzione delle nascite ha portato una serie di conseguenze di riorganizzazione dei modelli sociali.
Unitamente all’incremento del numero delle case di riposo, in tempi recenti si è verificato anche un mutamento di consapevolezza e attenzione verso i temi sociali (come la dignità della vecchiaia), che ha modificato il concetto di alloggio per anziani.
Casa di riposo: quando nasce
La nascita delle case di riposo è un fenomeno relativamente recente, sviluppatosi una volta che ha iniziato a farsi sentire in maniera decisa all’interno della società l’esigenza di strutture che fornissero ricovero e assistenza a persone anziane. Nell’antichità questo problema non si poneva, dato che la vita media era molto breve e la vecchiaia rappresentava un avvenimento raro. Solo nella prima metà del XVII secolo, la preoccupazione per gli emarginati comincia ad assumere una rilevanza sociale e iniziano a sorgere i primi ospizi, ma la lunghezza media della vita è ancora piuttosto breve e nei ricoveri trovano sistemazione principalmente poveri e mendicanti, più che persone vecchie.
È a partire dal 1700 e soprattutto poi nell’‘800, che il miglioramento delle condizioni igieniche ed alimentari favorisce un rilevante allungamento della vita e un conseguente accrescimento demografico; ma il problema dell’assistenza agli anziani non si presenta ancora come un vero e proprio bisogno collettivo, date le caratteristiche stesse della società. In un’organizzazione di tipo agricolo in cui la donna prevalentemente si occupa dei figli e della casa, l’anziano -anche nel caso non sia più autosufficiente- viene comunque assistito nell’ambito della propria famiglia. Solamente nel caso in cui la persona non abbia più nessuno che possa prendersene cura, si ricorre all’ospizio, soluzione peraltro vissuta spesso con un sentimento di disagio e vergogna.
Casa di riposo come la conosciamo oggi
In tempi più recenti, considerando anche il rilevante invecchiamento della popolazione, la domanda di alloggi destinati ad accogliere persone anziane impossibilitate a continuare a vivere nella propria abitazione continua a crescere. Contemporaneamente, l’aumento a livello collettivo del senso civico e di valori quali l’assistenza, il volontariato e più in generale la tensione verso un miglioramento della qualità della vita, portano ad una nuova concezione della casa di riposo.
Dall’ospizio del passato ad una struttura residenziale per anziani, concepita ed organizzata proprio sulla base della valenza sociale del concetto di assistenza. Oggi la casa di riposo è concepita non solo con l’obiettivo di sostenere la salute fisica degli ospiti, ma anche di stimolarne le capacità relazionali ed il benessere psichico per assicurare loro una buona qualità della vita. Gli alloggi che accolgono anziani non più in grado di rimanere nel proprio domicilio tendono sempre più ad umanizzare la relazione di cura investendo su personale qualificato che presti attenzione ai bisogni fisici, psichici e sociali degli ospiti.
Meglio una RSA o la badante? Ne parliamo in questo articolo!



